Decreto natalizio, come devono comportarsi le coppie lontane? Ecco il chiarimento

La circolare del ministero dell’Interno lo dichiara senza mezzi termini: i controlli, nel periodo natalizio, dovranno essere serrati

Il ricongiungimento per le coppie è previsto soltanto per stare nell’abitazione dove abitualmente si vive. Dunque chi lavora o studia fuori può raggiungere il proprio partner nell’abitazione principale. È stata inviata domenica ai prefetti della Repubblica una circolare del capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, che fornisce le indicazioni sui profili attuativi del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre, che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. "Una risposta positiva, che accoglie le nostre richieste di permettere ai congiunti fuorir egione e ai congiunti fuoric omune di potersi riunire senza mettere a repentaglio la sicurezza", commenta il parlamentare Marco Di Maio, che nei giorni scorsi aveva caldeggiato modifiche alla norma. Ed il chiarimento è arrivato.

Viene riportato nella missiva che "dal 21 dicembre al 6 gennaio opera il divieto di spostamenti tra regioni o province autonome diverse, indipendentemente dal rispettivo livello di rischio, salvo che non ricorrano comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Nell’ambito del suddetto arco temporale, nei giorni 25 e 26 dicembre e 1° gennaio, sono vietati, in un’ottica più restrittiva, che tiene conto della maggiore propensione alla mobilità, anche gli spostamenti tra comuni, restando ferme le stesse cause eccettuative".

Viene evidenziato che "resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. Nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio, il suddetto divieto vige anche con riferimento alle seconde case ubicate in altro comune". Nei giorni di divieto si può andare soltanto da persone non autosufficienti, non per motivi di compagnia. Chi va da queste persone deve farlo da solo e non è consentito spostarsi con altri familiari. 

Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato trasferirsi nelle seconde case. Ci si può andare soltanto per motivi di urgenza (guasti o altre emergenze) e rimanerci il tempo necessario per risolvere il problema. Per chi rientra dall'estero dopo il 21 dicembre, deve stare in quarantena. L’obbligo riguarda anche chi aveva il viaggio già organizzato prima dell’entrata in vigore dei divieti.

I controlli per Natale: auto certificazioni nel mirino

La circolare del ministero dell’Interno lo dichiara senza mezzi termini: i controlli, nel periodo natalizio, dovranno essere serrati. Il Viminale ha già annunciato un dispiegamento massiccio di forze per i controlli natalizi, con l’impiego di 780.000 agenti, posti di blocco e sanzioni per chi viola le norme.

“Si raccomanda di voler pianificare, nell’ambito dei lavori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mirati servizi di controllo del territorio”, si legge nella circolare, “specie in prossimità delle festività natalizie, dedicando particolare attenzione alle aree di maggiore affollamento, in cui si possono verificare fenomeni di inosservanza, anche involontaria, delle misure di distanziamento interpersonale”. Vie dello shopping e luoghi tradizionalmente di raduno nelle feste saranno dunque sorvegliati speciali per prevenire gli ormai famigerati assembramenti.

Aumenteranno, dunque, i rappresentanti delle forze dell’ordine impegnati in questi controlli mirati, anche su strade e autostrade e nei principali snodi dedicati agli spostamenti: stazioni e aeroporti. 

Rientri dall'estero

Sul fronte rientri dall’estero, situazioni che possono presentarsi con più frequenza nel periodo delle festività natalizie, il Viminale chiarisce che a partire dal 10 dicembre chi è arrivato o passato in territori considerati a rischio dovrà presentare in aeroporto la certificazione di tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti. 

In caso contrario, dovrà sottoporsi alla quarantena per 14 giorni. Fino al 9 dicembre si potrà invece fare il tampone nelle 48 ore successive all’ingresso in Italia. Nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, sarà invece obbligatorio per tutti sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario. Saranno ugualmente soggetti a quarantena le persone residenti, per esempio, in Francia che entrino in Italia per turismo, come pure i cittadini italiani che,  andati in Francia per turismo, rientrino nel territorio nazionale per raggiungere la propria residenza. 

Alberghi 

Per quanto riguarda gli alberghi, il Governo consente l’apertura, ma la vigilia di capodanno, il 31 sera, non sarà possibile organizzare veglioni e cene. Di conseguenza i ristoranti dei degli alberghi chiuderanno alle 18 e dopo quell'ora sarà possibile solo il servizio in camera: il provvedimento è adottato per evitare soggiorni-lampo finalizzati proprio a organizzare cene o veglioni in strutture alberghiere, quantomeno per il 31 sera. Chi ha deciso di trascorrere i giorni di Capodanno in albergo, dunque, oltre a scegliere una struttura nella sua regione deve mettere in conto che il 31 dicembre potrà cenare soltanto in camera.

Impianti sciistici e crociere

Sul fronte impianti sciistici, tema su cui infuria la polemica, il Governo ha giocato d’anticipo per evitare esodi chiudendo gli impianti dal 4 dicembre al 6 gennaio. Un provvedimento che non ferma chi ha deciso di raggiungere la seconda casa in montagna partendo prima del 21 dicembre, spostamento consentito a patto che avvenga tra regioni dello stesso colore o che comporti il rientro alla residenza o al domicilio, che è sempre consentito. 

Sospese, dal 21 dicembre al 6 gennaio, anche tutte le crociere in partenza, scalo o arrivo in porti italiani.

Ristoranti e bar

Nell’area gialla bar, ristoranti e pizzerie resteranno aperti (anche nei giorni festivi) con consumo al tavolo dalle ore 5 alle ore 18. Ogni tavolo potrà ospitare al massimo 4 persone se non tutte conviventi. Dopo le ore 18 è vietato consumare cibo e bevande nei locali o per strada. Dalle ore 18 alle ore 22 è consentito l’asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre possibile.

Nelle aree arancione e rossa le attività di ristorazione sono aperte dalle ore 5 alle ore 22 solo per l'asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre consentita.

Negozi e centri commerciali 

Fino al 6 gennaio, i negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 21. In area rossa, resteranno comunque in vigore le limitazioni alle tipologie di prodotti vendibili già previste. Fino al 15 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, nei centri e parchi commerciali saranno aperti solo alimentari, farmacie e parafarmacie, sanitarie, tabacchi, edicole e vivai.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna resterà arancione. "Lunedì superiori aperte, ma rischiamo il rosso"

  • "Io apro", 30 clienti a tavola. Ristoratore forlivese multato: "Un segnale per smuovere la situazione"

  • Guasto al congelatore dell'ospedale, andate perse 800 dosi del vaccino stoccato a Forlì

  • Meteo, ondata di freddo in arrivo: "Ma non parliamo di gelo. L'inverno continuerà ad essere dinamico"

  • Jovanotti e la lunga battaglia della figlia Teresa contro il cancro: "E' stata pazzesca"

  • Vincono online centinaia di migliaia di euro: si dichiarano poveri e percepiscono il reddito di cittadinanza, denunciati

Torna su
ForlìToday è in caricamento