Chiesa del Carmine, missione completata: il tetto è in sicurezza. I lavori spiegati in ogni dettaglio

L’intervento di somma urgenza avviato il 4 novembre scorso, si è concluso il giorno 17. Il lavoro è stato eseguito da Rope Man, giovane realtà di edilizia su fune con sede operativa a Forlì

Terminata la messa in sicurezza del tetto del Carmine. Com’è noto, a settembre si è resa necessaria la chiusura al culto della grande chiesa mariana di corso Mazzini, dopo un sopralluogo effettuato dall'architetto Emanuele Ciani e dagli ingegneri Gianni Bandini e Marco Margotti, nel corso del quale è stato riscontrato un’ affossamento della copertura, causato da infiltrazioni d’acqua, visibile anche a occhio nudo da piazza del Carmine.

La parte ammalorata è quella soprastante la terza finestra della navata, ricompresa fra le 4 capriate centrali su entrambi i lati della chiesa. La decisione di chiudere quello che a tutti gli effetti è il più antico luogo di culto carmelitano di Romagna e Marche, è stata presa, in accordo col vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza, a tutela della sicurezza dei fedeli, dei devoti alla Madonna del Carmelo e delle tante persone che hanno a cuore il monumento. Avviato in regime di somma urgenza il 4 novembre scorso, l’intervento si è concluso il giorno 17. Il lavoro, del costo di 50.000 euro anticipati dalla Fondazione Cassa dei Risparmi, è stato eseguito da Rope Man, giovane realtà di edilizia su fune con sede operativa a Forlì.

"Abbiamo operato in altezza - dichiara Michele Zambelli, project manager di Rope Men - intervenendo esclusivamente sui 100 metri quadri del tetto a rischio crollo. In definitiva abbiamo inserito un tavolato ligneo, collegandolo sui due lati a travi in buone condizioni, in modo da alleggerire quelle compromesse. Sotto il tavolato sono stati messi dei morali lamellari della lunghezza di 7 metri, in modo da bypassare le travi indebolite da secoli di infiltrazioni. Abbiamo passato tutta la sommità fino al colmo e poi in discesa. In questo modo il tetto potrà superare l’inverno e non rischiare più di soccombere alle intemperie, finendo per sfondare la volta affrescata sottostante".

L’importante era arrivare senza patemi all’imponente lavoro previsto per l’estate, in cui dovrà essere restaurata l’intera copertura del Carmine, con costi preventivati in circa 500.000 euro. Come più volte ribadito da don Enrico Casadio, rettore della chiesa settecentesca di corso Mazzini, "fino a che non sarà stata recuperata l’intera copertura, non potremo riaprirla al culto". Reperire una somma così ingente non sarà facile: "Attingeremo in gran parte ai fondi Cei dell’8xmille, ma è anche plausibile che venga costituito un apposito Comitato pubblico-privato".

Don Enrico spezza una lancia a favore della sottoscrizione a favore della Chiesa Cattolica in sede di dichiarazione dei redditi: "Sono fondi che vengono utilizzati per il sostegno ai più deboli e a chi spende la vita al loro fianco, ma anche per rilanciare l’arte e la cultura e recuperare capolavori storico-artistici come il Carmine". Prima dello smontaggio del parapetto ancora visibile dalla piazza sottostante, sarà installato un telone per coprire tutte le parti messe in sicurezza. 

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