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Chirurgia robotica, l'Ausl di Forlì ancora su RaiTre

L’Ausl di Forlì di nuovo su Rai3 regionale. Martedì 27 settembre 2011, nell’ambito dei programmi dell’accesso, in onda fra le 10 e le 10.30, verrà trasmesso dalla redazione di Rai3

L’Ausl di Forlì di nuovo su Rai3 regionale. Martedì 27 settembre 2011, nell’ambito dei programmi dell’accesso, in onda fra le 10 e le 10.30, verrà trasmesso dalla redazione di Rai3 di Bologna l’intervento del dott. Domenico Garcea, direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Ausl di Forlì, sull’esperienza forlivese in chirurgia robotica.

L’Azienda Usl di Forlì beneficia, da diversi anni, di questi spazi autogestiti, in base a quanto disposto dal Corecom, organismo regionale che assomma le funzioni delegate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e i compiti amministrativi per conto del Ministero delle Comunicazioni, in linea col regolamento approvato con delibera 15/02/2006.

L’obiettivo di tali servizi è coinvolgere il più possibile i cittadini nel processo di comunicazione dei percorsi sanitari, per renderli maggiormente coscenti di essere titolari del diritto a essere informati sull’attività che la pubblica amministrazione pone in essere nell’esercizio delle sue attribuzioni.
 
Nel corso del suo intervento, il dott. Garcea illustrerà caratteristiche e peculiarità della chirurgia robotica forlivese che con con oltre 500 interventi all’attivo e ben cinque unità operative che utilizzano il robot Da Vinci (Chirurgia generale gastroenterologia e mini-invasiva, Chirurgia Toracica, Chirurgia endocrina, Chirurgia e Terapie oncologiche avanzate, Otorinolaringoiatria, Urologia,) si pone tra i primi centri in Italia.

L’U.O. di Chirurgia Generale Gastroenterologica, e mini-invasiva,  diretta dal Dott. Garcea, è stata la prima a utilizzare tale tecnologia, donata nel 2007 all’Azienda dalla Fondazione  Cassa dei Risparmi di Forlì. «La chirurgia robotica rappresenta la “frontiera” avanzata della chirurgia mininvasiva, iniziata con la laparoscopia – commenta il prof. Garcea – Rispetto a quest’ultima, i vantaggi sono, notevoli poiché il robot è in grado di riprodurre i movimenti  d’articolazione del polso e della mano, trasferendoli all’interno dell’addome o del torace del paziente  I movimenti degli strumenti  sono pertanto molto più raffinati e precisi senza che venga trasmesso loro alcun tremore». Col Da Vinci, inoltre, il chirurgo alla console ha a disposizione due monitor appaiati, con una visione tridimensionale assai più efficace di quella bidimensionale della tradizionale laparoscopia. «La chirurgia robotica estende la chirurgia mininvasiva a un numero maggiore di patologie e di pazienti – prosegue il prof. Garcea – riducendo il dolore postoperatorio e la degenza ospedaliera, favorendo un più rapido ritorno alla piena efficienza fisica, all’attività lavorativa e, quindi, a una normale qualità della vita».

In quattro anni, la chirurgia robotica forlivese è cresciuta molto, e, oggi, Forlì, è uno dei centri italiani in cui si usa maggiormente il robot. «Presto riusciremo a superare il cosiddetto break even point, ovvero quel numero di interventi l’anno, individuati in circa 170, tali per cui si raggiunge il pareggio fra spese e benefici garantiti da tale tecnica». Per quanto riguarda il futuro, «il robot si potrà utilizzare sempre più nel distretto cervicale, per la tiroide, in Orl e per le procedure maggiori su fegato e pancreas; inoltre, ha già mostrato potenzialità importanti nella chirurgia intestinale e dello stomaco, in urologia, ginecologia e chirurgia toracica».
 

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