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Cronaca

Chiude in anticipo la mostra ritenuta blasfema, l'avvocato Minutillo: "Ora la chiesa va riconsacrata, la causa in tribunale procede"

Chiude in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2 giugno, la contestata mostra  'Gratia Plena' in una chiesa di Carpi, curata da Andrea Saltini, l'artista aggredito e ferito a fine marzo

Chiude in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2 giugno, la contestata mostra  'Gratia Plena' in una chiesa di Carpi, curata da Andrea Saltini, l'artista aggredito e ferito a fine marzo da uno sconosciuto. La mostra ha ricevuto la dura protesta con accuse di vilipendio e blasfemia per via in particolare di un'opera che rappresenta Cristo e ritenuta giocare su un equivoco sessuale. Un gruppo di contestatori, rappresentati dall'avvocato forlivese Francesco Minutillo, ha anche presentato una denuncia in Procura e, dopo la richiesta di archiviazione da parte dell'ente inquirente, si attende il pronunciamento del giudice sull'opposizione all'archiviazione.

Saltini spiega di aver preso la decisione proprio in seguito all'aggressione subita e per l'impossibilità di sostenere i maggiori costi di guardiania e sicurezza. Lui stesso lo spiega in un post: "La decisione - scrive il pittore - è dettata dal mio precario stato di salute, conseguente all'aggressione subita e alle continue manifestazioni di dissenso culminate nei noti episodi di violenza fisica e verbale”.

“Peraltro - prosegue l'artista - non mi è più possibile sostenere i costi relativi alla sicurezza, prima non preventivati, indispensabili al fine di garantire l'accesso sereno dei visitatori alla mostra e l'incolumità di tutti i collaboratori ed i volontari. Un sentito e doveroso ringraziamento - termina Saltini - ai curatori della mostra, al mio team e tutti coloro che mi hanno sostenuto".

A esultare per la decisione è quindi Minutillo: “La chiusura anticipata della mostra è una notizia che ci riempie di gioia e ripaga tutto il mondo cattolico per l’impegno profuso in queste ultime settimane: si torna a portare rispetto al Cristo Crocifisso all’interno della Chiesa consacrata di Carpi che, a questo punto, anche nel silenzio delle porte chiuse, andrebbe quantomeno riconsacrata”.

Minutillo spiega che andrà avanti nella causa in tribunale: “Tuttavia ciò non sposta di un millimetro l’obbligo morale prima ancora che giuridico di fare luce su tutta la vicenda e sulle relative responsabilità: continueremo a svolgere fino alla fine tutto quanto necessario sia  nelle opportune sedi processuali sia mediante le nostre investigazioni difensive. 

Ed infine l'attacco al vescovo di Modena-Carpi, il forlivese Erio Castellucci: “Ritengo inaccettabile che, anche oggi, la Diocesi continui a fare generico riferimento a non meglio precisati atti di violenza e ostilità nei confronti dei suoi “pastori” rappresentando altresì di aver manifestato una propria, frustrata, disponibilità al dialogo “pacifico e fraterno”. A quanto mi risulta l’unico invito esplicito al dialogo è stato quello rivolto da monsignor Castellucci proprio al misterioso ed anonimo aggressore. Le altre decine di migliaia di fedeli che hanno sottoscritto pacifiche petizioni, recitato rosari e preghiere e rivolto appelli accorati sono state oggetto soltanto di silenziosa quanto insofferente indifferenza”.

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