Corso Mazzini perde un "pezzo", Trevi Sport chiude: "Una scelta sofferta, ma siamo rimasti soli"

La chiusura è prevista entro il mese di giugno. Un duro colpo - l'ennesimo - per corso Mazzini. Parla la titolare Emanuela Stanghellini: "Questo negozio era la vita di mio marito, decidere di chiuderlo non è stato facile"

Un nuovo colpo per corso Mazzini: dopo la scomparsa dell'orologiaio Giancarlo Guardigli, è la chiusura del Trevi Sport, storico negozio del corso, a desolare ancora di più una zona del centro che fra molte difficoltà, coronavirus compreso, non sembra aver ancora trovato il modo di rimettersi in forma. "Il negozio è stato aperto nel 1972 dai miei suoceri, e dal '74 è stato mio marito, Adolfo Trevi, a prendersene cura - racconta Emanuela Stanghellini -. Quando è venuto a mancare, nel 2011, nonostante tutti mi facessero terrorismo, e non a torto, perché il periodo era davvero brutto, ho deciso col cuore. Ho lasciato la scuola, dove lavoravo prima, e mi sono dedicata solo al negozio."

Una scelta che ha dettato, in questi 9 anni, la continuità con una clientela consolidata e affettuosa: "Chi negli anni '70 era cliente dei miei suoceri da ragazzo, poi arrivava con i figli, poi con i nipoti. Abbiamo servito tre generazioni di forlivesi", dichiara con orgoglio e amore. Ma Emanuela non osa prendersi nessun merito: "Sono stati mio marito e i suoi genitori che hanno saputo creare un grande legame di fiducia con i nostri clienti, ma non solo: per loro anche i dipendenti non erano dei subordinati, li chiamavano 'i nostri ragazzi'. E anche io ho avuto fortuna a essere stata affiancata da Franco e Giuseppe, senza di loro non ce l'avrei fatta".

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Purtroppo però non tutte le storie hanno un lieto fine. Da circa un anno ormai Emanuela ventilava la possibilità di chiudere il negozio, sempre più sopraffatta dal contesto economicoe dalla solitudine in cui si sentiva abbandonata, come del resto molti altri negozianti del corso. "Per questo abbiamo dovuto creare un'associazione - sottolinea - per fare gruppo e avere più peso. Chi doveva tutelarci ci ha lasciati soli". Una critica, questa, che si aggiunge a mille altre difficoltà e che insieme al lockdown non ha fatto altro che convincere sempre di più Emanuela che sia arrivato il momento di chiudere questo capitolo. "Non è stata una decisione presa a cuor leggero: il negozio rappresentava tutto per i miei suoceri e mio marito, e dopo quasi 50 anni se ne va un pezzo di storia di Forlì. Ma entro fine giugno chiuderò il negozio, quest'estate voglio passarla a riposarmi. E poi voglio viaggiare, e riprendere contatto con le mie amicizie".

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