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Chiusa la Camera Ardente del professor Dino Amadori, il sindaco: "Siamo profondamente addolorati"

"Siamo profondamente addolorati per questa decisione perché Dino Amadori è un grandissimo figlio di Forlì e merita il massimo della riconoscenza civica, sia per l'attività scientifica che ha portato avanti, sia per la caratura personale", afferma Zattini

Chiusa la camera ardente del professor Dino Amadori, allestita nel Salone Comunale e alla quale l'accesso era consentito nel pieno rispetto di quanto previsto dal precedente decreto presidenziale. La decisione è stata presa in ottemperanza a quanto disposto dal nuovo DPCM dell'8 marzo che ha previsto ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19. Il Comune di Forlì ha adottato immediatamente le azioni conseguenti, ta queste, con profondo rammarico da parte delle diverse realtà che l'avevano proposta e voluta prima fra tutte l'Amministrazione Comunale, la chiusura della Camera Ardente del professor Amadori.

"E' con particolare dispiacere che fin dalla prima mattina abbiamo predisposto anche la cessazione di tutte le manifestazioni di carattere civile fra le quali la Camera Ardente del professor Amadori - afferma il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini -. Siamo profondamente addolorati per questa decisione perché Dino Amadori è un grandissimo figlio di Forlì e merita il massimo della riconoscenza civica, sia per l'attività scientifica che ha portato avanti, sia per la caratura personale. Ma è proprio pensando al rigore di medico e di Cittadino che riteniamo questa decisione assolutamente in sintonia che la sua visione delle cose. Sono certo che avremmo avuto una assoluta approvazione perché egli avrebbe posto prima di tutto l'attenzione alla salute, al rispetto delle persone e della collettività. Ci stringiamo al dolore dei familiari, degli amici e dei colleghi facendo nostri i valori di rigore scientifico e umanità del nostro amato Professore".

L'amministrazione comunale informa che in attuazione di quanto previsto dal DPCM dell'8 marzo 2020 tutte le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri, sono sospese e pertanto quanto comunicato in precedenza rispetto alle esequie è da ritenersi non più valido.

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