Storica gioielleria chiude dopo 73 anni, tre generazioni si sono susseguite dietro al banco

Ora ha messo il cartello di liquidazione in vista della chiusura, che sarà definitiva, purtroppo un'altra vetrina spenta in un corso dove la desertificazione commerciale ha già colpito duro

E' in corso Mazzini dal 1946, dietro al bancone sono passate tre generazioni di gioiellieri e orologiai: prima il nonno, poi il padre ed infine lei, Sara Gozzoli, 35 anni, che manda avanti l'attività ora con il prezioso aiuto della nonna Marisa, 87 anni, a sua volta una vita tra gioielli, orologi e bijoux, da decenni volto noto di corso Mazzini. Ora ha messo il cartello di liquidazione in vista della chiusura, che sarà definitiva, purtroppo un'altra vetrina spenta in un corso dove la desertificazione commerciale ha già colpito duro. E' la scelta della gioielleria Gozzoli di corso Mazzini, una delle più antiche in città, che lascia dopo 73 anni di attività.

Una chiusura che, spiega Sara Gozzoli, non è addebitabile in questo caso al cambio di abitudini di acquisto, con il commercio online, e neppure all'impoverimento commerciale del centro storico, che pure non nega: “Dispiace perché corso Mazzini è la mia casa e lavoro qui da 14 anni. Il corso non è più quello di una volta, è cambiato tanto. Ma nel nostro caso la scelta è stata prima di tutto della nostra famiglia, di chiudere e trovare un'altra strada, rinnovandoci. Ci abbiamo pensato e riflettuto: guardare un po' cosa c'è là fuori finché l'età lo permette”. “Vedere, senza escludere di riaprire un domani, dato che i locali sono i nostri”, spiega.

L'attuale titolare ha iniziato a lavorare quando già era iniziata la crisi ed è questo il suo punto di vista: “Non posso parlare degli anni '80 o '90 in cui si dice che si facevano soldi a palate; nel periodo vissuto da me ho visto un cambio di merce, ma non un cambio di abitudini, almeno nel nostro settore”. Concorrenza dell'online e dei centri commerciali? “Non credo molto che i centri commerciali tolgano clienti, è una clientela diversa. Ogni negozio ha il suo piccolo mondo, chi entra nel mio negozio è perché desidera farlo. Spero che i piccoli negozi restino, ognuno con la sua anima, è questo ciò che ci differenzia dai centri commerciali”.

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Condivide che il centro storico si trovi in affanno: “In corso Mazzini da anni e anni vedo il livello andare verso il basso, dicono che è perché ci sono gli extracomunitari, ma la verità è che ce ne sono quanti negli altri corsi. Il problema è che manca il passeggio, e il passeggio manca perché ci sono molte vetrine spente”. Insomma, un mix di ragioni hanno spinto verso la chiusura di un'attività retta finora da una sorta di alleanza generazionale, tra nonna e nipote. “La nostra è autenticamente una famiglia di gioiellieri. La nonna Marisa è sempre stata presente fin dall'inizio di questo negozio, ha 87 anni e da un mesetto non viene più per l'età”. Una fase di ricambio generazionale, una delle più delicate nelle vita di ogni impresa, che ha dato il suo contributo. “Vedremo per il futuro”, conclude ottimistica Sara.

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