Venerdì, 12 Luglio 2024
Sicurezza / Centro Storico / Corso Giuseppe Mazzini

Rissa in Corso Mazzini, scatta il Daspo Urbano per i sei coinvolti. E il questore chiude nuovamente il minimarket

Così il questore Mastromattei: "Se vogliamo evitare che si radichino nel nostro territorio aree di diffusa illegalità dobbiamo affrontare il tema con una visione complessiva che tenga conto dei vari punti di vista e delle competenze di tutte le Istituzioni che, a pieno titolo, possono incidere su tale evidenza"

Gli agenti della Questura di Forlì-Cesena hanno notificato martedì mattina il provvedimento di sospensione della licenza, adottato in base all’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, della durata di 15 giorni, al titolare del minimarket in Corso Mazzini. Il provvedimento è stato adottato dopo i controlli svolti dalle forze dell'ordine nel locale, nell’ambito dei servizi straordinari disposti dal Questore Claudio Mastromattei per il contrasto del degrado urbano, nel corso dei quali è emerso come "sia stabilmente frequentato da persone che annoverano numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti". 

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L'attività commerciale, tra l’altro, è stata segnalata più volte dai residenti della zona a causa delle condotte moleste e violente degli avventori, che creano esasperazione e preoccupazione negli abitanti. Davanti al punto vendita, inoltre, lo scorso 17 giugno, poco dopo le 18, era scoppiata una rissa che ha coinvolto una decina di cittadini stranieri che si sono affrontati a calci e pugni e che, poi, a seguito dell’immediato intervento del personale della Squadra Mobile presente in zona per servizi antidroga, si erano dati alla fuga. Nel corso della stessa serata, si era poi verificata, sempre dinanzi al locale, un’altra rissa tra cittadini pakistani con l’utilizzo di catene, sedata dall’intervento delle Squadre Volanti che avevano denunciato tutte le persone coinvolte. 

La licenza dell’esercizio, peraltro, era già stata sospesa con provvedimento emesso dal Questore alla fine del mese di febbraio e, successivamente, il sindaco Gian Luca Zattini aveva ordinato, alla riapertura del locale, la limitazione dell’orario di operatività, con prescrizione di chiusura serale alle 19.30. "Provvedimenti che, tuttavia, alla luce dei plurimi riscontri sulle frequentazioni del locale e dei fatti verificatisi una settimana fa, non hanno evidentemente sortito la necessaria efficacia persuasiva relativamente all’adozione di correttivi gestionali da parte dell’esercente, né di dissuasione rispetto alle abitudini degli avventori", spiegano le fonti investigative.

Contemporaneamente al provvedimento di sospensione, la Divisione Anticrimine della Questura ha approfondito le verifiche sulle persone identificate e denunciate dalle Volanti dopo la rissa, raccogliendo elementi di responsabilità tali da consentire al questore di firmare sei provvedimenti, ai “protagonisti” della violenta lite, di divieto di accesso ai pubblici esercizi nel centro storico di Forlì per 2 anni (il cosiddetto “Daspo Urbano”), provvedimento la cui violazione costituisce reato con pena della reclusione da uno a tre anni.

"Ho adottato, ancora una volta, un provvedimento di sospensione della licenza nei confronti di un esercizio pubblico ubicato in Corso Mazzini – le parole del questore Mastromattei -. Come vertice dell’istituzione deputata, dal punto di vista tecnico-operativo, alla tutela della sicurezza pubblica sento, nel quotidiano, la responsabilità di assecondare le istanze dei cittadini forlivesi, che condivido e comprendo. Ma sono consapevole che la tematica della sicurezza e, soprattutto, le problematiche connesse ad una così forte concentrazione di stranieri in centro storico e di esercizi pubblici da loro gestiti e frequentati in via esclusiva non investono solo il profilo delle competenze delle Forze dell’Ordine. Se vogliamo evitare che si radichino nel nostro territorio aree di diffusa illegalità dobbiamo affrontare il tema con una visione complessiva che tenga conto dei vari punti di vista e delle competenze di tutte le Istituzioni che, a pieno titolo, possono incidere su tale evidenza. Noi, naturalmente, faremo sempre la “nostra parte” in adesione alle strategie delineate dal prefetto nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e rinnovando quotidianamente la collaborazione con l’Autorità Comunale".

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