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Cronaca

Il monastero del Corpus Domini chiude dopo oltre due secoli, l'addio delle suore in una lettera

L’addio è stato annunciato dalle monache stesse con una lettera inviata alle altre suore della Diocesi, agli amici del monastero, ai sacerdoti e ai membri del Consiglio pastorale e delle Consulte diocesane

Dopo 235 anni di presenza chiude il monastero delle Clarisse Urbaniste del Corpus Domini di piazza Ordelaffi. L’addio è stato annunciato dalle monache stesse con una lettera inviata alle altre suore della Diocesi, agli amici del monastero, ai sacerdoti e ai membri del Consiglio pastorale e delle Consulte diocesane. Il monastero si trova nel cuore della città, tra la Prefettura e il Duomo. 

“Dal 1786 - scrivono le Clarisse Urbaniste - in questo monastero fra il Duomo e la Prefettura, nel cuore della vita ecclesiale e civile, siamo presenti come comunità monastica di Sorelle Clarisse, meglio conosciute come le suore del “Corpus Domini”, per dedicare la vita in primo luogo alla preghiera, alla lode e all’intercessione, nella letizia e testimonianza della vita fraterna”. 

Il giorno del saluto a Forlì sarà l’11 ottobre durante la messa che il vescovo, monsignor Livio Corazza, presiederà alle 7 nella chiesa di piazza Ordelaffi. “Ci accingiamo a lasciare questo monastero tanto amato, nel quale pensavamo di rimanere per sempre - continua la lettera - le sorelle anziane saranno accolte in una comunità religiosa presso le Maestre Pie dell’Addolorata di Rimini: una comunità più numerosa dove potranno continuare la vita di preghiera con un aiuto maggiore e più qualificato per i loro bisogni. Le più giovani si uniranno ad un’altra comunità del nostro ordine di Clarisse Urbaniste”.

Generazioni di suore hanno vissuto fra le mura raccolte che danno su piazza Ordelaffi nella preghiera, nel nascondimento, nella donazione totale al Signore e nel servizio umile e laborioso, nell’ascolto delle tante persone che hanno suonato alla ruota per ricevere una parola, l’assicurazione dell’intercessione, provvidenza. Ma i numeri, che non garantiscono più l'autonomia del monastero, consigliano per la chiusura. "Negli ultimi anni progressivamente, così come osserviamo nella vita ecclesiale e sociale in questo “cambio d’epoca”, sono cambiate molte cose anche per noi – spiega la lettera -. Soprattutto la diminuzione del numero delle sorelle e il crescere dell’età, la sproporzione fra le forze giovani e le necessità delle inferme e anziane; questo ambiente che abitiamo è diventato ormai troppo grande per noi, anche per la cura e la manutenzione che richiede. Il tutto a rischio di sacrificare eccessivamente la vita di preghiera che abbiamo professato e altri elementi essenziali della nostra vita”.

Nel corso degli anni tre ragazze si sono unite al monastero, ma di queste solo una è rimasta, altre due sono andate in aiuto da altri monasteri. Infine le clarisse hanno avvertito forte il contraccolpo della morte inaspettata di suor Francesca Argia, nell’agosto 2017. “La nostra fraternità si ritrova attualmente in una situazione che le indicazioni canoniche della Chiesa ritengono, a ragione, non sufficiente per condurre serenamente e con speranza di futuro una vita monastica, soprattutto per il numero di sorelle attive, troppo limitato. A questo proposito abbiamo da tempo avviato un confronto con la nostra Madre presidente, con il nostro vescovo in quanto Ordinario del nostro Monastero, con i superiori dell’Ordine dei frati minori conventuali e con la Congregazione per i religiosi”, aggiunge la lettera.

“Siamo davvero grati al Signore per tutto ciò che le Clarisse Urbaniste hanno donato alla nostra comunità forlivese con la loro presenza, punto di riferimento per tante persone che andavano a cercare ascolto, preghiere e aiuto, in quella chiesa in cui per tanti anni si è svolta l’adorazione eucaristica continua. Care Sorelle continuate a pregare per noi domandando al Signore la grazia di nuove vocazioni sacerdotali e religiose”.

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