Lunedì, 15 Luglio 2024
Centro storico

Il centro storico perde un altro negozio, "Poca attrattività? Si pagano le errate politiche abitative dell'ultimo trentennio"

Il direttore di Ascom-Confcommercio parte da una premessa: "L'amministrazione Zattini ha promosso tanti eventi, riuscendo a riempire il centro in occasione di momenti di animazione. Il vero problema è dare continuità alla frequentazione. I temi sul piatto da discutere sono due"

Si spegne un'altra vetrina in centro, ora tappezzata da carta. E' quella del negozio di calzature "Clarks" di Corso Garibaldi. Una chiusura che apre il dibattito sull'attrattività del cuore pulsante della città. Lo abbiamo fatto interpellando Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì, il quale, in un precedente intervento, aveva puntato il dito contro "le scelte politiche degli ultimi 30 anni che si sono rivelate sbagliate", indicando tra le priorità quelle di "riportare in centro le funzioni primarie della città e pianificando politiche abitative residenziali”. Il direttore di Ascom-Confcommercio parte da una premessa: "L'amministrazione Zattini ha promosso tanti eventi, riuscendo a riempire il centro in occasione di momenti di animazione. Il vero problema è dare continuità alla frequentazione. I temi sul piatto da discutere sono due". 

Partiamo col primo...
"In primo luogo sono state sbagliate le politiche abitative dell'ultimo trentennio, che in più interventi ho definitivo fallimentari. Si è così consentito nel centro storico l'inserimento di edilizia popolare, una situazione non riscontrabile a mio parere in nessun'altra città d'Italia, dove i centri storici possono essere visti come luoghi di pregio, anche dal punto di vista delle politiche abitative". 

Qual è la strada per invertire la rotta?
"Si tratta di una situazione che richiede anni di investimento, ma bisogna partire. E' sotto l'occhio di tutti che le Amministrazioni precedenti hanno commesso un grosso errore. Certamente tutte le iniziative che attualmente vengono portate avanti sul centro, come ad esempio il rifacimento di Corso della Repubblica, sono di fondamentale importanza, così come anche il recupero dell'Hotel della Città (destinato a diventare uno studentato, ndr)".

I dati degli arrivi turistici premiano le decisione del Comune...
"Chi viene da fuori Forlì riconosce la bellezza della nostra città. Ho sempre sostenuto che il nostro centro storico è uno dei più belli in assoluto d'Italia. Ma, come ho già tenuto a ribadire, il commercio non può essere il volano per il rilancio della città come non lo è in nessuna realtà. Il centro non può essere contraddistinto dalla residenza popolare per attirare investimenti di un certo tipo". 

Mi permetta una piccola obiezione: però i commercianti, attraverso anche l'uso dei social, possono essere una fonte di richiamo...
"Assolutamente. Il commercio è fatto da una serie di elementi che interagiscono tra di loro, contribuendo ad animare il commercio stesso. Ma non dobbiamo dimenticarci di un altro aspetto". 

Quale?
"Che il centro storico non è frequentato dai forlivesi. Il bello richiama il bello. Torniamo quindi al discorso fatto precedentemente. Le edilizie popolari non aiutano e non contribuiscono a richiamare investimenti importanti".

Il secondo punto invece?
"La programmazione fallimentare del passato, che ha mortificato il centro, mettendo in difficoltà le attività economiche. La cementificazione selvaggia è sotto l'occhio di tutti, senza puntare ad esempio al rifacimento di un sistema fognario datato. Con la realizzazione dei poli commerciali, i consumi economici - già diminuiti nel corso degli anni - si sono spostati verso le nuove realtà, penalizzando le vendite tradizionali. Basta vedere quello che sta accadendo in città, con il negozio del bricolage 'fai da te' che da viale Vittorio Veneto ha deciso di trasferirsi nel nuovo polo di Pieve Acquedotto. Limitazioni al traffico e Ztl hanno fatto il resto. Ma c'è un'altra riflessione da fare".

Prego?
"Tutte le iniziative portate avanti dall'Amministrazione Zattini riscuotono un successo straordinario. Sono convinto che in termini di presenza sia la due giorni del liscio, "Cara Forlì", che l'evento con il trio di comici composto da Paolo Cevoli, Duilio Pizzocchi e Giuseppe Giacobazzi richiamerà tantissime persone. Questo testimonia quindi che i forlivesi nel momento in cui ci sono le condizioni di frequentarlo si presentano in centro, esprimendo quindi il desiderio di vivere la propria città. Abbiamo tantissimi pubblici esercizi che hanno una grande attrattività e che vengono frequentati grazie alla capacità imprenditoriale di chi li gestisce. L'unico problema è il dopo-cena. Ecco, il centro non è in grado di garantire condizioni di vivibilità 365 giorni all'anno".

Cosa ne pensa dell'idea dell'Ugl di destinare il budget per le luminarie agli alluvionati?
"Bisognerà cercare di tornare ad una situazione di normalità, un po' come ha fatto la Riviera romagnola. L'Amministrazione comunale dovrà valutare tutte le proposte che vengono fatte per aiutare chi si trova in difficoltà e ha vissuto una situazione drammatica, tra i quali molti nostri associati che hanno perso tutto. Con serenità penso che avrà il buon senso di fare le scelte che ritiene più opportune". 

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