Le tagliatelle più buone in un locale rimasto come una volta: chiude l'Elvezia dopo 50 anni

Il locale, come detto, è nato 50 anni fa, dalla voglia di espandersi di Elvezia e Antonio, i genitori di Laura. Avevano un negozio di alimentari e c'era la gran passione di Elvezia per la cucina

Il re era il mattarello ma le regine erano loro: le azdore di famiglia, Laura, Barbara e Antonietta, che ultimamente tiravano la sfoglia, spadellavano e preparavano sughi appetitosi con cui condire le mitiche tagliatelle o i tortelli, proprio come aveva insegnato loro “mamma” Elvezia.  E fino all’estate l’osteria Elvezia di San Cristoforo a Predappio, nonostante la chiusura per la pandemia, aveva sempre lavorato bene. La gente chiamava per mangiare le tagliatelle più buone della Romagna. “Ci eravamo anche organizzate con la consegna a domicilio e l’asporto – spiega Laura, figlia di Elvezia – ma poi adesso un’altra chiusura. Siamo stanche è troppo difficile. Avere da gestire il personale, il rischio della malattia, no, non ce la possiamo fare”.

E così, con un grande dolore nel cuore, Laura, insieme alla cognata Antonietta e alla figlia Barbara, stanno mettendo via le ultime cose per chiudere un’attività che è stata storica per tutti i forlivesi. La scelta sembra non essere definitiva ma per ora pare ormai certo che quest’inverno le tagliatelle dell’Elvezia non si potranno assaggiare.

Il locale, come detto, è nato 50 anni fa, dalla voglia di espandersi di Elvezia e Antonio, i genitori di Laura. Avevano un negozio di alimentari che lavorava molto bene, i figli che non erano più piccolissimi e, soprattutto, c'era la gran passione di Elvezia per la cucina. Venne istintivo buttarsi nella nuova avventura, il coraggio non mancava e l'atmosfera era quella di un'Italia in pieno sviluppo.  Nacque così l'Osteria Elvezia, una trattoria familiare dove si potevano mangiare i piatti più buoni della tradizione cucinati con la cura e la semplicità che ci mette una madre di famiglia. La voce si sparse velocemente riempiendo il locale sia a pranzo che a cena. E anche negli ultimi anni, da quando in cucina non c’era più la mitica Elvezia ma al suo posto, la figlia Laura e la cognata Antonietta, la gente faceva a gara a venire ad assaggiare le tagliatelle al ragù di carne o ai porcini, o i tortelli  con burro e salvia e un ripieno speciale.

“Io ho 70 anni – conclude Laura – e, anche se mia cognata è più giovane, siamo un po’ stanche di dover confrontarsi sempre con nuovi cambiamenti e nuovi problemi. Ci eravamo un po’ organizzate nella prima chiusura ma ora siamo di nuovi inguaiati e non si sa nemmeno cosa succederà. Nell’incertezza e nel timore del Covid  abbiamo deciso che lasciamo. Ci piange il cuore, creda, ma non riusciamo più a gestire tutto. Speriamo che le cose cambino presto e che arrivi qualche giovane imprenditore con la voglia di investire per non buttar via tutto quello che è stato fatto perché sarebbe un vero peccato”. 

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