Gioielleria in Piazza chiude, ma il covid non c'entra: "Nel lockdown ho lavorato come un matto. Ora spero nei giovani"

Dopo aver raggiunto una meritata pensione, hanno voglia di godersi un po' di tranquillità

La storica gioielleria Caruso, in piazza Saffi 51, sta chiudendo i battenti e non per mancanza di lavoro, ma perché i suoi titolari, dopo aver raggiunto una meritata pensione, hanno voglia di godersi un po' di tranquillità e, purtroppo, dopo mesi di ricerca non hanno trovato nessuno che voglia rilevare l'attività. "I miei due figli sono grandi e fanno altro - spiega Mario Caruso da 30 anni gioielliere e con 50 anni di lavoro alle spalle - uno è un manager e l'altro un artista. Nipoti non ne ho e, quindi, speravo in un giovane volenteroso che avesse voglia di aprire un'attività e imparare il mestiere. Oppure qualche negoziante di gioielli, magari con un'attività in periferia, che avesse intenzione di ingrandirsi e rilevare tutti i nostri clienti".

Quindi non è il lavoro che manca? "Assolutamente no - precisa Caruso - Pensi che anche durante il Covid ho lavorato come un matto. C'è stato un giorno che sono venuto in negozio per spedire 152 pacchetti. Ovviamente non si trattava di oggetti in oro, bensì articoli da 50, 60 euro l'uno, ma non solo, c'erano anche orologi o collane importanti. Insomma alla fine della fiera, visto il fatturato registrato in quei mesi di lockdown, a me il bonus Covid non mi è spettato proprio per nulla".

Allora quello che manca è la voglia di aprire un'attività in questo settore? Forse è un settore difficile? "Sicuramente non è come aprire una pizzeria o un locale di ristorazione veloce - continua Caruso - non tanto per la professionalità che ci vuole sia di qua che di là, ma per aprire una gioielleria bisogna avere più soldi iniziali da investire perché acquistare oggetti in oro costa più che comprare farina, pomodoro e mozzarella. Il magazzino bisogna farselo ed è costoso, ma poi, una volta avviato, le spese calano e il lavoro è molto bello".

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Le dispiace chiudere? "Certo che mi dispiace anche perché, ripeto, l'attività va bene e in più ho tutto l'arredamento nuovo - conclude Caruso - ma io e mia moglie abbiamo 70 anni e abbiamo diritto anche a riposarci un po'. Se qualcuno si facesse avanti sarei disposto non sola a passargli la mia attività ma anche ad affiancarlo un po' per qualche tempo insegnandogli il lavoro. Speriamo che a qualcuno, in questi mesi, venga voglia di provarci". 

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