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Coronavirus, nuova stretta di Conte: "Chiude ogni attività produttiva non strettamente necessaria"

"E' la crisi che più difficile che il Paese sta affrontando dal Dopo Guerra", ha esordito il presidente del Consiglio

Nuova stretta del governo contro la diffusione del coronavirus. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato nella tarda serata di sabato la decisione di "chiudere ogni attività produttiva non strettamente necessaria ed indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali". Al momento dell'annuncio non era ancora disponibile il testo del Decreto annunciato, ma la decisione sarà attiva per due settimane a partire dal 23 marzo. "E' la crisi che più difficile che il Paese sta affrontando dal Dopo Guerra - ha esordito il presidente del Consiglio -. Immagini che ci lasciano un segno nella nostra memoria. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova. Questi decessi, per i valori con i quali siamo cresciuti e condividiamo, non sono semplici numeri. Quelle che piangiamo sono persone e storie di famiglie che perdono gli affetti più cari".

Conte ha ricordato che ci vorrà tempo per vedere gli effetti delle misure già adottate: "Sono severe, perchè rinunciare a radicate abitudini non è facile, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perchè solo in questo modo possiamo tutelare noi stessi e chi amiamo. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è peraltro minimo se paragonato a quello che stanno compiendo altri concittadini. Negli ospedali, nei luoghi cruciali per la vita del Paese c'è rischia molto di più. Penso ai medici, agli infermieri, alle forze dell'ordine, alle forze armate, al personale della Protezione Civile, ai lavoratori dei servizi pubblici e dell'informazione, farmacisti, autotrasportatori, commessi dei supermercati, che compiono un atto di grande responsabilità e amore nei confronti dell'Italia intera".

"La decisione assunta dal governo è quella di chiudere nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale ed indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali - ha evidenziato Conte -. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con sindacati ed associazioni di categoria per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività e dei servizi di pubblica utilità, ovvero quelli più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase d'emergenza. Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e di prima necessità. Non c'è ragione di creare code e fare corse agli acquisiti. Continueranno a rimanere aperte farmacie, parafarmacie e le attività accessorie a quelle essenziali. Saranno garantiti i servizi bancari ed assicurativi". Garantito il servizio di trasporto pubblico.

Nelle attività non strategiche per la produzione nazionale "è solo consentito il lavoro in smart working". Conclude Conte: "Rallentiamo il motore produttivo del paese, ma non lo fermiamo. E' una decisione non facile, ma che ci predispone ad affrontare la fase più acuta del contagio. E' una decisione che si rende necessaria per contenere la diffusione dell'epidemia. L'emergenza sanitaria sta tramutando in piena emergenza economica. Ma lo Stato c'è. Il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa e ripartire quanto prima. Dobbiamo stringerci come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello, questa barriera di produzione verrebbe meno, esponendoci a pericoli più grandi per tutti. Quelle rinunce, che oggi vi sembrano un passo indietro, domani ci consentiranno di prendere la rincorsa e di ritornare nelle nostre fabbriche, nei nostri uffici e nelle nostre piazze, tra le braccia di parenti ed amici. Stiamo rinunciando alle abitudini più care. Lo facciamo perchè amiamo l'Italia, ma non rinunciamo al coraggio e alla speranza del futuro. Uniti ce la faremo".

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