"Ci faremo trovare pronti": la Diocesi si prepara al ritorno dei fedeli a messa con una équipe di esperti

"Siamo in attesa di sapere con precisione quando e a quali condizioni potremo riprendere a celebrare le sante messe con il concorso del popolo festive e feriali", evidenzia Corazza

"Ci faremo trovare pronti". La Diocesi di Forlì-Bertinoro si prepara alla "Fase 2" e a come accogliere i fedeli a messa. La Cei ha comunicato la definizione di un Protocollo di massima, relativo alla graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche. E il vescovo Livio Corazza, in una lettera inviata ai presbiteri, diaconi, laici dei Consigli Pastorali e delle Consulte, alle consacrate e ai consacrati, ha comunicato che "abbiamo creato una équipe di esperti guidata da Paolo Ghini, con Claudio Cancellieri, Andrea Bassi, l’economo Claudio Leonessi, il direttore Caritas Filippo Monari e don Enrico Casadio, parroco e vicario episcopale, don Nino Nicotra, direttore ufficio liturgico, che ha predisposto una serie di indicazioni per poter celebrare le messe in tempo di coronavirus, per farci trovare pronti quando sarà
possibile riprendere".

"Siamo in attesa di sapere con precisione quando e a quali condizioni potremo riprendere a celebrare le sante messe con il concorso del popolo festive e feriali - evidenzia -. Mi auguro che per noi preti sia possibile celebrare la messa del crisma poco prima di Pentecoste (giovedì è stato firmato l'accordo dal governo e Cei per le celebrazioni col popolo dal 18 maggio, ndr)".

Corazza comunica inoltre che si stanno anche "raccogliendo dei preventivi per fare degli ordini cumulativi del materiale protettivo e igienizzante necessario. Chi ha bisogno di ordinare del materiale lo può fare mandando una mail alla segreteria pastorale ("segreteria@forli.chiesacattolica.it"). Alla stessa mail si potranno inviare tutte le domande di chiarimento e l’equipe provvederà a rispondere (domande e risposte saranno pubblicate anche nel sito della Diocesi). Preoccupiamoci, in questi giorni, di trovar dei volontari per l’accoglienza prima e dopo la messa (il gruppo di volontari dovrà verificare che tutti abbiano la mascherina, mantengano la distanza richiesta, occupare i posti assegnati, etc.) e l’igienizzazione della chiesa. Se una parrocchia incontra delle difficoltà, le parrocchie vicine del Vicariato e l’equipe diocesana, si renderanno disponibili. Davvero, nessuno si sente solo, vale anche per noi".

Funerali e altre funzioni

Per quanto concerne la celebrazione dei funerali, con le nuove disposizioni della Cei è stata eliminata la disposizione relativa alla misurazione della febbre con termoscanner. "Per le altre celebrazioni - ricorda Corazza - si deve continuare a rispettare con scrupolo i limiti previsti. Per esempio, possono partecipare alla santa messa un massimo di sei persone, assegnando loro dei compiti precisi (diacono, lettore, organista, cantore, ministrante, incaricato per le comunicazioni ed altro)".

Nel frattempo, e su proposta del consiglio presbiterale, dal 7 maggio e per tutti i giovedì di maggio fino al 28, "continuiamo ad unirci nella adorazione eucaristica, ognuno nella sua chiesa dalle 9.30 alle 10.30. È stato bello che, nelle altre occasioni, si siano unite alla preghiera anche le comunità religiose - comunica monsignore -. Colgo l’occasione per ricordare la proposta di suonare a distesa tutte le campane delle chiese verso sera, non più alle 19.00 ma alle 20.30 per invitare le famiglie alla preghiera e la domenica, ancora, alle 12.00, per unirci al Regina Coeli del Papa. Ringrazio coloro che hanno inviato e invieranno, su iniziativa dei consigli pastorali e presbiterali, osservazioni e proposte relative al prossimo anno pastorale".

Centri estivi

"La Pastorale giovanile - comunica Corazza - si è attivata per l’organizzazione dei centri estivi cercando di ottemperare alle richieste regionali e comunali. Vi faremo sapere".

Comunità

"Le nostre comunità hanno dimostrato di essere vive e di continuare ad esserlo, nonostante il coronavirus - è la riflessione di monsignor -. Anzi, devo riconoscere che abbiamo forse trovato nei giovani delle disponibilità che fanno ben sperare; lo stanno ad esempio dimostrando nelle iniziative di carità verso i più bisognosi di aiuti materiali e spirituali. Tutte le iniziative sono da tenersi e da svolgersi naturalmente rispettando le misure di tutela della salute propria e di tutti coloro che frequentano i nostri ambienti. Alcune associazioni e movimenti ci hanno assicurato la loro collaborazione".

"Via della speranza"

Il vescovo si rivolge a cuore aperto ai fedeli: "Condivido con voi le speranze e le preoccupazioni di questo tempo così eccezionale, le perplessità su alcune misure che ci riguardano con le inevitabili conseguenze spirituali sulla nostra popolazione. Ma sono anche certo che il Signore continua ad accompagnarci con il suo amore e la sua Provvidenza. È il tempo della pazienza e della speranza".

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Nei prossimi giorni riprenderà il cammino della “Via della speranza”. "Ogni preghiera, gesto di carità e di fraternità sono segni di speranza:
portiamoli davanti al Signore e Lui li moltiplicherà. Non perdiamo tempo a lamentarci - conclude Corazza -. Chiedo a tutti che non passi giorno senza che ciascuno telefoni a qualcuno dei confratelli più soli. Un abbraccio fraterno a tutti".

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