Martedì, 16 Luglio 2024
Alluvione, i danni

Viaggio nel cimitero delle auto alluvionate, evidenti i segni lasciati dalla furia della piena: la memoria torna al 16 maggio

Dopo alcuni mesi siamo tornati in quel che è stato fin da subito ribattezzato "il cimitero delle auto", dove i mezzi alluvionati sono stati collocati in attesa di essere rimossi per un disperato recupero o la definitiva rottamazione

Auto, scooter e furgoni inermi. Trascinati e sballottati dalla furia dall'improvvisa valanga di acqua e fango che quell'indimenticabile martedì 16 maggio si è abbattuta su molte aree del Forlivese. A poco più di tre mesi di distanza siamo tornati in quel che è stato fin da subito ribattezzato "il cimitero delle auto", dove i mezzi alluvionati sono stati collocati in attesa di essere rimossi per un disperato recupero o la definitiva rottamazione. 

Nella fase immediata al cataclisma che ha sconvolto la città, aveva ricordato l’assessore Giuseppe Petetta, nel piazzale di fronte alla Fiera si contavano più di 300 auto, mentre il 25 luglio erano circa 150 i veicoli alluvionati ancora senza padrone, a cui sommare anche una ventina di motocicli. Da qui un appello ai legittimi proprietari "di farsi avanti e di prendere contatto con la Polizia Locale per procedere con la rimozione del proprio automezzo" (per ulteriori informazioni i cittadini possono contattare la Polizia Locale al numero 0543 712000). 

Viaggio nel cimitero delle auto alluvionate

Dopo quel conteggio, la situazione è fortemente migliorata, ma c'è ancora da fare per garantire il ripristino e la piena funzionalità del parcheggio. L'obiettivo dell'amministrazione comunale è quello di sgombrare definitivamente l’area per restituirla alla città in vista degli appuntamenti fieristici e dei match casalinghi della Pallacanestro Forlì 2.015 al Palafiera. "L'amministrazione comunale sta valutando per le prossime settimane come sgomberare il parcheggio in vista degli eventi", conferma il vicecomandante della Polizia Locale, Andrea Gualtieri. 

Tra i rottami alluvionati

Il viaggio di ForlìToday è partito dal Piazzale Atleti Azzurri d'Italia, dove si trova il chiosco di piadina "Da Nino". Avvicinarsi alle auto parcheggiate riportano immediatamente indietro nel tempo, rievocando tristi e drammatici ricordi. Non c'è abitacolo che non presenti strati di terra e argilla, pietrificando volanti e sedili, rendendoli spettrali.

L'onda d'urto della piena è ben visibile su una "Ford Mondeo", trasformata in un ammasso di rottami: sulla carrozzeria sono evidenti i segni la forza dell'acqua, che l'ha portata ad impattare in più punti. Una "Polo" è smembrata del sedile posteriore, mentre una "Alfa Romeo 147" blu presenta diversi centimetri di fango sulla carrozzeria, così come una "Ford Fiesta" anni 90, col parabrezza completamente sfondato, tetto schiacciato e pezzi morti di motore nell'abitacolo. 

Completamente sventrata una moto, resa anche irriconoscibile dalla melma, 'sistemata' insieme a due scooter color fango. Chissà invece quanti chilometri avrà percorso invece quel "SR Aprilia Replica" modello Marco Melandri, scooter cinquanta di cilindrata oggetto dei desideri dei giovani ad inizio 2000. Nel "cimitero" hanno trovato posto anche una "Alfa Romeo GT" ed una gialla "Fiat Coupè Pininfarina". Probabilmente si potrà salvare invece la "Shadow Honda", parzialmente incrostata dalla terra alluvionata portata dal fiume. 

Avvicinandoci verso il Palafiera ci sono anche due camper, uno dei quali con l'ingresso completamente spalancato: dall'esterno si può vedere come l'interno sia totalmente devastato. Chiude la 'carrellata' una "Ford C-Max" inglese, con volante sulla destra. In totale abbiamo conteggiato due camper, due moto, quindici scooter e 37 automobili. Su molte di queste sventolavano sul parabrezza alcuni volantini di acquirenti in cerca di vetture alluvionate, con tanto di riferimento telefonico. 

Spostandoci nel parcheggio di via Punta di Ferro, la prima parte dell'area (per intenderci quella che si affaccia su via Cervese), è riservata ai mezzi alluvionati. Qui si trovano cinque furgoncini aziendali tra "Fiat Doblò" e "Fiat Fiorino", tre furgoni, un camper e venti auto. Tra queste c'è anche una "Fiat Panda" anni 90, con le ruote posteriori piegate sull'asfalto, mentre nei pressi una "Mercedes classe B" presenta l'anteriore accartocciato: chissà la piena dove l'avrà trascinata e portata a schiantarsi. Poi c'è anche una "Alfa Romeo Stelvio" praticamente nuova, ma divorata dall'argilla, così come un suv "Bmw". 

Camper, suv, utilitarie, scooter, moto e furgoni. Tutti questi mezzi mai avrebbero potuto immaginare quel che sarebbe accaduto la sera del 16 maggio. Ora possono definirsi rottami, ma prima di trasformarsi in sculture di fango erano parte di una famiglia o di un'azienda. Aveva una loro storia. Ora sono parte di una museo che rimembra tristi ricordi. Una volta rimossi finiranno in uno sfascia carrozze o verranno utilizzati per ricavarci dei pezzi di ricambio. Mentre i due parcheggi non aspettano altro che ritrovare quella normalità perduta, accogliendo tifoserie o visitatori di fiere. 

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