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Cinquant'anni di storia per lo Speleo Club Forlì: "Eravamo un gruppo di amici, ora in centinaia"

"Spesso ci sentiamo dire che la speleologia è una disciplina estrema, a noi piace rispondere di “sì, è vero, di più, è estremamente affascinante", afferma il presidente, Fabio Tinarelli

Mezzo secolo di vita per lo Speleo Club Forlì. Il 23 novembre scorso è stato celebrato l'importante traguardo in una serata di gala alla presenza di oltre 200 persone. Gli speleologi di ieri e oggi hanno potuto rivivere le gesta d’un tempo grazie ad una mostra di foto d’epoca e la proiezione di filmati. "Spesso ci sentiamo dire che la speleologia è una disciplina estrema, a noi piace rispondere di “sì, è vero, di più, è estremamente affascinante", afferma il presidente, Fabio Tinarelli.

Tinarelli racconta la storia dello Speleo Club Forlì: "L'attività speleologica nel forlivese è nata alla fine degli anni 60 grazie ad un gruppo di amici non ancora maggiorenni, che dopo aver esplorato i sotterranei dei castelli e dei rifugi partigiani nei dintorni di Forlì decisero di provare ad esplorare anche le grotte e così con una corda di canapa comprata a peso e legata ad un manubrio, un berrettino mimetico in testa e una piccola torcia tenuta tra i denti il gruppetto si recò a Brisighella alla ricerca della famosa grotta della “Tanaccia” dando così inizio alla Grande avventura. La cosa piacque assai e così furono acquistate attrezzature più “sofisticate” come le lampade ad acetilene da pescatore, un cordino da montagna come cinturone, un paio di moschettoni, i primi 20 metri di scaletta, le parabole per i caschi da muratore e delle tute mimetiche scovate al mercato".

"Nell’ottobre del 1969 si decise di strutturare l’attività iscrivendosi alla sezione del Cai di Forlì e dando vita allo Speleo Club Forlì - aggiunge Tinarelli -. L'evoluzione delle tecniche e dei materiali ha trasformato la speleologia da un’attività riservata a pochi, dura fisicamente e con un alto grado di pericolosità, ad uno sport alla portata di tutti". In 50 anni di attività sono oltre 400 le persone che hanno frequentato uno dei 36 corsi organizzati dal Club e di questi più di 100 donne. Attualmente fanno parte dello speleo club Forlì 54 soci. "I primi anni furono intensissimi - evidenzia -. Si alternarono le grotte nell’appennino romagnolo di Onferno, Tanaccia, Spipola e Farneto con le prime uscite fuori regione nelle Marche, in Umbria e Toscana, il primo campo in Sardegna nel 1971 e i primi contatti con gli altri gruppi della regione, GSF Faenza e GSB Bologna in primis".

Negli anni il Gruppo ha partecipato a numerose spedizioni sia speleoturistiche che esplorative in Toscana, Puglia, Sardegna, Marguareis, Alburni, Spagna, Cuba, Ucraina, Grecia, Brasile, Laos e Tanzania, collaborando con altri gruppi italiani ed esteri a progetti sia su scala nazionale che oltre confine. "Tra questi vale la pena ricordare le spedizioni in Russia negli anni 70, l’esplorazione del rilievo della gran Palocaverna di Bellamar a Cuba (articolo pubblicato anche da National Geographic), le esplorazioni in Tanzania nel 2007 ma anche quelle nella più vicina Vena del Gesso Romagnola, lo splendido monumento geologico che si estende nell’Appennino settentrionale tra Bologna e Faenza o le attualissime spedizioni nelle Alpi Apuane e nel Gruppo delle Grigne che con i loro oltre 1000 metri di profondità sono tra le grotte più profonde d’Italia", continua Tinarelli.

Tra le attività più importante dello Speleo Club Forlì Cai c’è anche quella divulgativa: "Sono state realizzate mostre fotografiche con proiezioni di foto e filmati presso convegni, manifestazioni pubbliche, nelle scuole medie e superiori, accompagnamenti in grotta di gruppi scout e di piccoli di scuola materna (4/5 anni) con gran divertimento di bambini e genitori", racconta il presidente. Lo Speleo Club è impegnato anche nel social: "Nel 2013 è stato infatti promotore di un’iniziativa, poi battezzata Diversamente Speleo, riguardo l’accompagnamento in grotta di ragazzi con difficoltà cognitivo-motorie, e da allora viene replicata da numerosi gruppi speleo in tutta Italia".

"Al momento il Club sta collaborando ad un progetto con le scuole medie, un articolato percorso didattico, ideato e coordinato dal professor Marco Susanna, che vede il Club coinvolto in una serie di attività che vanno dalle lezioni in aula all’esibizione delle principali tecniche di arrampicata speleologica, dall’accompagnamento in grotta all’incontro con esperti speleologi e culminano con l’organizzazione di una gita alle grotte di Frasassi - racconta il presidente -. Ad oggi 8 classi e 150 alunni hanno sperimentato il buio assoluto del sottosuolo". Lo Speleo Club Forlì vanta tra i suoi iscritti un istruttore nazionale, due istruttori regionali e dieci istruttori sezionali ed è grazie alla loro disponibilità e collaborazione che con cadenza annuale vengono organizzati Corsi di introduzione alla speleologia.

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