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Cinquant'anni di sacerdozio, Rocca festeggia don Tedaldo Naldi

Domenica 18 settembre si è svolta a Rocca San Casciano la festa per il 50esimo del parroco don Tedaldo Naldi, da 13 anni pievano di Rocca. Alle 11 il sacerdote ha presieduto la messa

Domenica 18 settembre si è svolta a Rocca San Casciano la festa per il 50esimo del parroco don Tedaldo Naldi, da 13 anni pievano di Rocca. Alle 11 il sacerdote ha presieduto la messa solenne insieme al collaboratore don Vittorio Zattini e al compagno di studi don Mario Piazza, originario di Tredozio e parroco a Faenza. La liturgia è stata animata dalla corale locale, che ha eseguito brani sacri d’autore, mentre al termine la banda cittadina ha salutato il festeggiato all’uscita della chiesa.

Dopo il saluto iniziale di Giorgio Piovaccari a nome della parrocchia, che ha ringraziato per i 13 anni di ministero pastorale, “soprattutto come guida spirituale”, don Tedaldo ha ricordato  all’omelia i 50 anni di sacerdozio, ringraziando tutti, in particolare quelli che gli hanno trasmesso la fede, fra cui la “cara nonna”.  Poi ha spiegato: “Durante questi 50 anni ho incontrato tante difficoltà, ma non mi sono mai pentirmi della scelta.” Originario di Rocca San Casciano, dove è nato nel 1936, don Tedaldo Naldi è stato ordinato sacerdote nel 1961 a Modigliana dall’allora vescovo di quella diocesi, Antonio Ravagli. Dal 1961 al 1968 è stato cappellano di Castrocaro con don Adalberto Mambelli. Dal 1969 al 1978 è stato missionario in Argentina. Rientrato in diocesi, ha svolto per 19 anni il ministero come parroco a Vecchiazzano (una folta delegazione ha partecipato alla festa) e dal 1998 a Rocca San Casciano, svolgendo servizio pastorale anche nelle parrocchie di Portico e San Benedetto in Alpe. Alle 12.30 è seguito il pranzo sociale al Circolo parrocchiale San Cassiano, con la partecipazione di oltre 200 persone.

Alle celebrazioni è intervenuto anche il sindaco, Rosaria Tassinari, che ha consegnato al parroco una targa ricordo a nome di tutta la cittadinanza. Commenta il primo cittadino: “A volte il sacerdote è apprezzato soltanto perché uomo per gli altri, che dedica la sua vita al bene degli altri, che porta consolazione agli afflitti, che si occupa dei più deboli e poveri, che porta amore dove vi è incomprensione, unione dove c'è divisione, serenità dove c'è tempesta, pace dove c'è lotta e contrapposizione. Ma il sacerdote è anche colui che parla di Dio agli uomini e colui che, nella preghiera, parla a Dio degli uomini, come diceva S. Gregorio Magno. Don Tedaldo svolge il suo ministero in mezzo a voi, condividendo gioie e speranze, sofferenze e tribolazioni di questa terra. Però, nel porgergli i migliori auguri, lo ringraziamo.” Per il sindaco, “il popolo cattolico avverte la necessità del sacerdote, dei valori del Vangelo che egli annuncia, della testimonianza di fede e di amore che egli impersona. E dobbiamo riconoscere che la figura del sacerdote gode vasta popolarità in Italia: il prete è stimato e amato, anche se è sovente inascoltato. Nonostante il clima di secolarismo, egli resta sempre un segno del mistero e uomo che la gente cerca.”
 

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