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"Città che legge": Forlimpopoli presenta il "Patto per la lettura"

Tra le nuove iniziative anche il "libro solidale" in collaborazione con le associazioni di volontariato

All’indomani del riconoscimento del titolo di “città che legge”, Forlimpopoli ha deciso di confermare la propria visione della lettura come “risorsa strategica” e “valore sociale" da sostenere anche "attraverso un’azione coordinata tra i diversi protagonisti presenti sul territorio” attraverso la sottoscrizione di un “Patto per la lettura” secondo le indizioni del "Centro nazionale per il libro e la lettura". Il Patto per la lettura, scrive il Centro, "ha infatti come obiettivo quello di stimolare la collaborazione tra tutti i protagonisti della vita culturale di un territorio attorno al mondo del libro e nasce per coinvolgere tutti gli entie le persone (istituzioni pubbliche, biblioteche, case editrici, librerie, autori e lettori organizzati in gruppi e associazioni, scuole e università) che condividono l’idea che la lettura sia per l'appunto un bene comune su cui investire per la crescita culturale sia dell’individuo che della società".  

Il Comune di Forlimpopoli, che attraverso la Biblioteca Comunale Pellegrino Artusi, è da anni impegnato su questo fronte ha definito il proprio "Patto" da proporre a tutti i soggetti attivi nel  territorio. Con la nascita della rete territoriale, il Patto per la Lettura si prefigge di dare ancora maggiore valore all’atto di leggere come momento essenziale per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza, puntando in particolare a riconoscere l’accesso alla lettura quale diritto di tutti;  rendere la pratica della lettura un’abitudine sociale diffusa e promuovere, attraverso di essa, l’apprendimento permanente;  avvicinare alla lettura i non lettori; i bambini sin dalla prima infanzia e, ancor prima, dalla gravidanza della madre;  i nuovi cittadini; e allargare la base dei lettori abituali e consolidare le abitudini di lettura.

Tra gli obiettivi quello di favorire un’azione coordinata e sistematica di moltiplicazione delle occasioni di contatto e di conoscenza fra i lettori e chi scrive, pubblica, vende, presta e conserva, traduce e legge libri, dando continuità e vigore alle iniziative di promozione alla lettura già collaudate, sviluppandone sempre di nuove e innovative e creando ambienti favorevoli alla lettura. 

Tra gli esempi già messi in atto dalla biblioteca comunale “P. Artusi” si possono citare la rassegna di incontri con l’autore, i gruppi di lettura, i laboratori per lettura rivolti ai bambini ma anche di scrittura rivolti agli adulti, i corsi di drammatizzazione condotti con le scuole e molte altre iniziative, capaci di dare risposta al pubblico anche in questo momento, come il servizio dei libri da asporto.  

Tra le ultimissime iniziative una citazione particolare merita ancora la collaborazione con la consulta sociale per la distribuzione, attraverso i pacchi solidali, dei libri dismessi dalla biblioteca, a ulteriore conferma del carattere di bene primario riconosciuto al libro e quindi alla lettura anche nelle situazioni di disagio: quello di avere accesso alla conoscenza è un diritto che non deve mai venire meno, né mai smettere di essere sollecitato.  

Il decalogo del Patto per la lettura della Città di Forlimpopoli  

1) Diffondere. Il Patto per la lettura è uno degli strumenti per rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa, riconoscendo il diritto di leggere come fondamentale per tutti i cittadini, sin dalla prima infanzia. Con il Patto viene valorizzato il lavoro della Biblioteca comunale Pellegrino Artusi per la promozione della lettura e della conoscenza, per la socializzazione e il contrasto alle povertà educative in rete con tutti i soggetti attivi e competenti.  

2) Promuovere. Le sue attività devono costituire una risorsa utile per l’aggiornamento e la formazione di famiglie, insegnanti, bibliotecari, operatori socio-culturali, imprenditori e funzionari pubblici, e hanno come obiettivo prioritario la promozione delle abilità cognitive e non, la comprensione delle diverse forme espressive, lo stimolo all’uso consapevole della rete e delle tecnologie, la frequentazione e l’indagine verso linguaggi e codici che appartengono alla creatività delle nuove generazioni.  

3) Rafforzare. Il Patto punta ad avvicinare alla lettura chi non legge e a rafforzare le pratiche di lettura nei confronti di chi ha con i libri un rapporto sporadico, per allargare la base dei lettori abituali. Punta a stimolare il protagonismo dei lettori come propagatori del piacere di leggere. In collaborazione con le associazioni territoriali intende incoraggiare la creazione di nuovi gruppi di lettura e sostenere le attività dei gruppi già esistenti.  

4) Collaborare. Il Patto promuove la conoscenza dei luoghi della lettura e delle professioni del libro, in particolare con i librai, editori, scrittori e altre figure di carattere imprenditoriale incentivandone il protagonismo e la loro collaborazione.  

5) Ampliare. Il Patto punta ad ampliare la dotazione cittadina di case, piazze e luoghi dedicati alla lettura o biblioteche viventi: è un moltiplicatore di occasioni di contatto con i libri nei diversi luoghi e momenti della vita quotidiana.  

6) Aiutare. Il Patto si preoccupa dell’accesso al diritto di leggere delle persone in difficoltà (anziani, malati, persone sole) con azioni positive che rafforzano la coesione sociale.  

7) Integrare. I membri del Patto si impegnano a realizzare progetti e laboratori di lettura partecipata per l’integrazione di persone con differenze specifiche dell’apprendimento, disabilità motorie e sensoriali, partendo dalle scuole e con la collaborazione di associazioni.  

8) Consolidare. Il Patto lavora utilizzando stili, tempi e modalità opportunatamente progettati e opta per azioni continuative nel tempo.  

9) Sperimentare. Il Patto sperimenta nuovi approcci alla promozione della lettura e si propone di valutarne rigorosamente i risultati e gli effetti prodotti.  

10) Informare. Il Patto crede che la lettura sia una delle chiavi per diventare cittadini del mondo, per questo promuove azioni che permettano di orientarsi nella società dell’informazione. Si tratta di un nuovo bisogno che l’accesso individuale e illimitato alla rete fende fondamentale. Creare occasioni per sviluppare le competenza informative (la cosiddetta information literacy) è necessario per partecipare attivamente alla società dell’informazione e uscire dai perimetri di pensieri e gusti sempre più conformi a noi stessi (o orientabili) determinati dagli algoritmi che governano la nostra sfera digitale privata.  

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