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Città di donatori di sangue: superata la quota 3mila

Il presidente di Avis Forlì, Fabrizio Francia, introduce così il focus sulla situazione: "l'Associazione, ha registrato una marcata crescita, sia in donazioni, che in donatori".

“Nonostante la crisi non solo economica-finanziaria che il nostro paese sta attraversando,  l’Associazione, grazie ai nostri donatori, ha registrato una marcata crescita, sia in donazioni, che in donatori”. Il presidente di Avis Forlì, Fabrizio Francia, introduce così il focus sulla situazione. “Abbiamo chiuso l’anno 2011 con un totale di 5.690 donazioni, di cui 4,936 di sangue intero, 752 di plasma e 2 di piastrinoaferesi”. L’incremento rispetto al 2010 è stato di 396 unità di sangue ed 1 di plasma dato seppur stabile ma non sufficiente per le attese).

“Come già ho avuto modo di ricordare nel nostro giornale “AVIS Notizie” finalmente abbiamo superato quota 3mila, meta a lungo sognata ed auspicata – prosegue Francia - Infatti  al 31 dicembre scorso siamo 3.099 donatori attivi (2.119 uomini e 980 donne), di cui 537 nuovi donatori, che, al netto di dimissioni, di cessazioni e dei messi a riposo, pari a 271 unità, portano ad un incremento, rispetto al 2010, di 266 donatori. Questo risultato conforta tutti noi e ci fa ben sperare per il futuro, anche se non dobbiamo mai abbassare la guardia o cullarci sugli allori. L’ indice di donazione-donatori è stato di 1,83% , mentre in rapporto alla popolazione residente di 118.167  (dato 2010) siamo al 2,61%, al di sotto della media regionale che  è  di 3,30%, per cui siamo tutti, e dico tutti, impegnati a diffondere la necessità di diventare donatori di sangue.”

Il 2012 ci vede impegnati ad incentivare la donazione di plasma in quanto, a livello nazionale, non si raggiunge ancora l’autosufficienza ed occorre importarlo dall’estero. - spiega il  direttore sanitario Avis, Marco Gentile - Il plasma è necessario in quanto molto ricco di proteine (albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione). Il donatore può pianificare intervalli più brevi rispetto alla donazione di sangue intero, che avviene dopo un intervallo minino di 90 giorni.”

 
 

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