Cronaca

Clarisse Urbaniste, ultimo atto della loro presenza secolare a Forlì: "Solo l’amore farà riaprire questa chiesa"

L’ultimo atto della secolare presenza delle Clarisse Urbaniste a Forlì, è stata la messa che il vescovo mons. Livio Corazza ha presieduto alle 7 al Corpus Domini. Già in giornata, le 7 monache finora residenti in città partiranno per le nuove destinazioni

“Ringraziamo queste suore per la loro testimonianza di fede e per il tanto bene che hanno seminato”. Chiesa del Corpus Domini gremita per la santa Messa di commiato dalle Clarisse Urbaniste, giunte al termine della loro presenza secolare a Forlì. Presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza, assistito da quattro sacerdoti, fra cui il vicario generale diocesano don Enrico Casadei Garofani, la liturgia si è dipanata nella preghiera e nella commozione generale. Nella piccola chiesa, che subito dopo la celebrazione eucaristica è stata chiusa al culto e al pubblico, si sono radunati fedeli e amici delle monache, ancor prima dell’inizio della funzione.

“Da questa comunità è partita una luce che non vogliamo che si spenga – dichiara il vescovo - il seme gettato dalle Clarisse nel terreno attecchisca nel cuore di tutti noi, nella consapevolezza che queste sorelle continueranno a pregare in comunione con noi. La loro partenza è un invito a continuare nella semina da loro avviata”. La chiusura del monastero del Corpus Domini porta con sé anche la fine dell’Adorazione Eucaristica continua, che è sempre stata una delle prerogative delle Clarisse. Il vescovo esprime profonda riconoscenza alle suore a nome dell’intera comunità: “Ciò che conta è l’ascolto della Parola nelle nostre comunità e nella nostra vita, raccogliendo così nel migliore dei modi la loro eredità spirituale fatta di gratuità e responsabilità nei confronti del prossimo”.

Se la messa di commiato è iniziata con l’“Alleluja” cantato dalle stesse suore, rimarrà negli occhi e nel cuore dei presenti la risposta della badessa suor Annachiara Giovanardi, che ha preso la parola al termine. La religiosa, cesenate d’origine, ha ricordato quando, nel 1996, appena entrata nel monastero di Forlì, già si percepivano voci di ridimensionamento della comunità e persino di chiusura. “All’epoca qui eravamo in 17 e gran parte nel frattempo è già salita in Paradiso. Tante di loro mi hanno dato quella testimonianza di fede e ascolto di cui ha parlato il vescovo”. Adesso, anche per le Clarisse Urbaniste di Forlì è arrivato il momento della partenza, “la nostra piccola Pasqua”. Suor Annachiara cita una frase di S. Agostino che ha scandito la sua esistenza intrisa di preghiera: “Ormai io te solo amo, te solo seguo, te solo cerco”. La religiosa quasi si stupisce della gratitudine dei forlivesi: “Ho fatto fatica a preparare le valigie, tante sono state negli ultimi giorni le manifestazioni d’affetto delle persone che mi hanno voluto incontrare in parlatorio”.

Suor Annachiara chiede ai presenti di perseverare nell’amore, “perché possa essere creativo anche per questa chiesa, e perché solo l’amore farà riaprire questa chiesa o un altro luogo”. Il desiderio della badessa e dello stesso vescovo, è che la comunità cristiana ponga le basi per continuare in centro storico, grazie ad un congruo numero di adoratori, l’Adorazione eucaristica finora operata dalle suore e da alcuni fedeli. Le prime a partire del gruppo di sette Clarisse urbaniste finora residenti a Forlì, sono state le quattro più anziane: la loro destinazione è la vicina Lugo di Romagna, dove saranno ospitate all’Istituto San Giuseppe condotto dalle suore salesiane.

Le tre più giovani, in attesa di essere accolte da un’altra comunità del loro ordine (in Italia i monasteri Urbanisti femminili, sono 18), andranno a risiedere a Montevecchio di Civitella, nel locale complesso parrocchiale di proprietà della Diocesi. Le clarisse del Corpus Domini sono monache dell'ordine fondato da santa Chiara d'Assisi nel 1212, che adottano la regola mitigata da papa Urbano IV nel 1263. Solo quando le 7 suore avranno trovato definitiva collocazione nelle nuove realtà, la Federazione delle Clarisse Urbaniste si porrà il problema della sorte del settecentesco monastero di piazza Ordelaffi, fortemente bisognoso di manutenzione, che si prospetta onerosa vista la vetustà e vastità.

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