Cronaca

Clarisse forlivesi in festa per Santa Chiara: celebrazioni nei tre monasteri clariani

Mercoledì solennità di Santa Chiara d’Assisi. Orari delle celebrazioni nei tre monasteri clariani presenti nella Diocesi di Forlì-Bertinoro: San Biagio, Corpus Domini e Montepaolo

Le Clarisse forlivesi festeggiano Santa Chiara. Iniziate nei giorni scorsi col triduo preparatorio, le celebrazioni delle 11 Sorelle Povere di Santa Chiara, dimoranti nel convento di piazzetta Garbin a fianco di San Biagio, raggiungeranno il culmine mercoledì, alle 7.30, nella chiesa interna dedicata alla Beata Vergine delle Grazie "della Ripa", con la messa celebrata dal vescovo mons. Livio Corazza. Alle 18.30, preghiera dei Secondi Vespri e celebrazione del Transito. Chiara Scifi, nota come Chiara d'Assisi, fu collaboratrice di Francesco d'Assisi e fondatrice dell'ordine delle monache clarisse.

Morta l'11 agosto 1253, fu canonizzata nel 1255 da papa Alessandro IV nella cattedrale di Anagni. L'arrivo delle Sorelle Povere a Forlì risale alla seconda metà del XIII secolo, epoca in cui Chiara era ancora in vita. Le monache trovarono una prima sistemazione nell'ex convento di via Battuti Rossi, entro l'area poi occupata dall'ex ghiacciaia Monti, per poi transitare dal grande monastero di Santa Maria della Ripa ed approdare nell'attuale sede di piazzetta Garbin, nel 1892. La Beata Vergine delle Grazie è un'immagine mariana, staccata dal muro del Molino della Ripa in cui era stata dipinta da mano ignota nella prima metà del Trecento. Nel 1797, in seguito alla soppressione dell'ordine decretata dalle truppe napoleoniche, l'affresco ha seguito le suore nel loro lungo peregrinare, fino all'approdo definitivo presso l'ex convento di San Girolamo, già sede dei Frati Minori Osservanti e oggi detto di San Biagio.

L'affresco della Beata Vergine delle Grazie ha trovato nuova e dignitosa dimora in un'edicola posizionata sul lato destro del presbiterio della chiesa. L'effigie è chiamata anche "Madonna della Ripa", perché dipinta sul muro del molino omonimo, che utilizzava l'acqua di un braccio secondario del Montone oggi interrato. L'icona era venerata dal popolo perché rimasta miracolosamente illesa in una straordinaria piena del fiume. Gli stessi forlivesi nel 1495 vollero metterla al sicuro, affidandola alle Clarisse, che all'epoca dimoravano nel grande monastero della Torre, detto anche della Ripa. E qui rimase per tre secoli. L'altro presidio religioso cittadino dedicato alla santa umbra, è quello delle Clarisse Urbaniste del Corpus Domini, residenti in piazza Ordelaffi. Alle 7 di mercoledì celebrerà la messa il cancellerie vescovile e rettore della chiesa del Suffragio, don Paolo Giuliani. Alle 18 liturgia del Transito e preghiera dei Secondi Vespri presiedute dal vescovo Corazza. A differenza di altre chiese forlivesi razziate di tutto punto nel 1796 dalle truppe d'invasione francese al seguito di Napoleone, il Corpus Domini è rimasto intatto sia come istituzione religiosa che come forziere d'opere d'arte. Merito di padre Andrea Michelini, rifondatore delle Clarisse dimoranti nell'attiguo monastero e ricostruttore in stile neoclassico della stessa chiesa, rialzata nel 1787 dalle macerie del rovinoso terremoto del 1781.

Festeggiamenti per Santa Chiara anche a Montepaolo, sulle colline dovadolesi, per merito delle Clarisse Urbaniste di Montepaolo. Alle 8 di mercoledì recita delle lodi, seguita alle 11 dalla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Corazza e alle 19 dai secondi vespri. Provenienti dal convento faentino di Santa Chiara, le 7 monache Clarisse Urbaniste sono giunte all'eremo antoniano il 4 agosto 2019, insediandosi nei locali lasciati liberi, nell'ottobre 2016, dai Minori Francescani, nell'atto di lasciare definitivamente la diocesi dopo ben 800 anni di presenza operosa. Le claustrali, residenti a Faenza sin dal XIII secolo, quando ancora era vivente la fondatrice Santa Chiara, hanno scelto il santuario dovadolese in quanto colpite dalla bellezza e dalla sacralità del luogo in cui, fra il 1221 e il 1222, per 15 mesi dimorò uno dei più grandi santi della cristianità, Antonio di Padova.

Madonna della Ripa-2

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