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Martedì, 7 Febbraio 2023
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Ecosistema Urbano 2022, la classifica di Legambiente incorona Forlì: new entry tra le prime 10 d'Italia

A ritirare il premio lunedì mattina a Roma, in rappresentanza del Comune di Forlì c’era l’assessore Giuseppe Petetta

La classifica finale di Ecosistema Urbano 2022, il report di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo d’Italia, riconosce gli sforzi e gli obiettivi conseguiti dalla città di Forlì in termini di vivibilità e sostenibilità ambientale, tenendo conto di 18 indicatori, distribuiti in sei aree tematiche: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Secondo i dati relativi al 2021, Forlì si aggiudica l’ottavo posto in graduatoria, guadagnando nove posizioni rispetto alla passata edizione.

A ritirare il premio lunedì mattina a Roma, in rappresentanza del Comune di Forlì c’era l’assessore Giuseppe Petetta: "Siamo fieri di essere l’unica città della Romagna ad essere entrata nel top ten. Nonostante le difficoltà ereditate dal post pandemia, siamo riusciti a fare la differenza nella sfida della sostenibilità ambientale, mettendo in campo interventi concreti in materia di mobilità dolce, verde urbano e percorsi partecipati. Per molti capoluoghi di provincia è stato un 2021 in affanno, con situazioni di crisi ormai croniche. Per quanto riguarda Forlì, invece, abbiamo lavorato e continueremo a lavorare con grande attenzione su più fronti, per consegnare alle future generazioni e ai nostri concittadini una città sempre più green".

Entrando nel dettaglio, Forlì migliora nettamente nella concentrazione media di NO2, passando dal 100° al 56° posto e agguanta posizioni importanti nel numero di giorni in un anno di superamento del limite di ozono (O3), salendo dal 73° al 68° posto. Non sorprendono poi le ulteriori 3 posizioni guadagnate nella classifica della raccolta differenziata; i forlivesi si dimostrano ogni anno sempre più virtuosi passando dal 12° al 9° posto. Anche sul fronte delle isole pedonali si registra un piccolo ma prezioso miglioramento con 5 posizioni guadagnate rispetto ai dati del 2020 (dal 69° al 64° posto).

Da ultimo, ma non per importanza, Forlì risale di 2 posizioni nell’ambito degli impianti solari pubblici, attestandosi al 22° posto rispetto al 24° della passata edizione, a dimostrazione della grande attenzione riservata dalla Giunta Zattini al tema delle energie rinnovabili. “Il report di Legambiente ci onora ed è certamente positivo ma ci lascia in eredità una grande responsabilità politica ed amministrativa - aggiunge l’assessore Petetta -. Partendo da questi ottimi risultati, siamo consapevoli della necessità di dover continuare a lavorare ed investire per migliorare in qualità le nostre performance ambientali".

Il quadro dei capoluoghi in Emilia-Romagna 

Il valore espresso in percentuale rappresenta una media dei 18 indicatori distribuiti nelle 6 aree tematiche (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia), laddove il 100% rappresenta l’obiettivo di sostenibilità. Nessun capoluogo in Regione fa capolino sul podio: Reggio Emilia, che nella scorsa edizione era risultata seconda sulla classifica nazionale, scende di punteggio, alla quarta posizione, pur restando prima sulla classifica regionale.  

Insieme a Reggio Emilia, solo Forlì rientra nell’ottavo posto della top ten nazionale, risalendo dal 17esimo posto della scorsa edizione. Precipita invece Ferrara, che scende dal 10° posto della scorsa edizione al 17esimo di quest’anno: dal confronto degli indicatori però non emergono peggioramenti, una perdita di posizione dovuta dunque ad un’inazione rispetto ad altre città che hanno fatto più progressi verso un quadro di sostenibilità generale.  

Il quadro nazionale

Il 2021 è stato difficile per molti capoluoghi di provincia italiani, che restano in forte affanno anche nella fase post pandemia. Pochi quelli che sono riusciti a fare la differenza puntando, davvero, sulla sostenibilità ambientale. A dare l’esempio è Bolzano la nuova regina green che dal sesto posto dello scorso anno conquista la vetta della classifica di Ecosistema Urbano 2022, il report di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE, sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo che tiene conto di 18 indicatori, distribuiti in sei aree tematiche: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. La classifica finale che ne esce fuori, pubblicata sul Sole 24 Ore di oggi con dati relativi al 2021, ne rappresenta la sintesi.

Bolzano si lascia alle spalle Trento, che scende al secondo posto, Belluno che risale la graduatoria passando dall’ottavo al terzo posto, seguita da Reggio Emilia e Cosenza, unica città del sud a entrare anche quest’anno nella top ten della graduatoria. Chiudono la classifica Alessandria (103esima), Palermo (104esima) e Catania (105esima), che da tempo non riescono a invertire la tendenza e a risalire la classifica. Nel complesso le metropoli confermano più o meno le performance della passata edizione con qualche oscillazione di classifica in positivo, risalgono ad esempio per Venezia (che 13esima) e Torino (65esima). Oscillazione in negativo, ad esempio, per Genova che scende al 53esimo posto, per Firenze (che slitta al 43esima posto) e Milano (38esima perdendo 8 posizioni). Roma (88esima), invece, non ha risposto quasi per nulla alle domande del questionario Legambiente.  

"Dalla fotografia di Ecosistema Urbano 2022 non vediamo quel cambio di passo repentino che impone l’emergenza energetica, ambientale e sociale - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. In tutte le città serve velocizzare gli interventi, diffondere gli impianti fotovoltaici sui tetti e le comunità energetiche rinnovabili, riqualificare gli edifici, promuovere l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato,  completare fognature e depuratori, realizzare gli impianti dell’economia circolare, a partire da quelli di digestione anaerobica e compostaggio per produrre biometano e compost di qualità, di riciclo chimico delle plastiche miste e quelli per recuperare le terre rare dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Queste sono le sfide che attendono il nuovo governo. La transizione ecologica dei capoluoghi italiani dipende dalle scelte dei Comuni ma soprattutto da quelle che verranno fatte a livello nazionale dall'esecutivo. Da parte nostra ci auguriamo di non perdere tempo a discutere di progetti inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, ma daremo il nostro contributo per dare concretezza alle opere pubbliche e agli impianti per la transizione ecologica che serve al Paese”.  

"Le città devono essere protagoniste di una nuova ripartenza capace di ripensare l’organizzazione, la forma e le funzioni dei quartieri, il modo con cui le persone si muovono nei centri urbani, garantendo insediamenti multifunzionali e inclusivi - spiega Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano -. C’è urgenza e necessità di città ben pianificate, che combinino spazi residenziali, commerciali, spazi pubblici e alloggi a prezzi accessibili, per un maggior benessere delle comunità. Le aree urbane che riescono a garantire salute, alloggi e sicurezza ai gruppi più fragili, possono contribuire al new normal, affrontando la povertà e le disuguaglianze, ricostruendo un'economia urbana, rendendo più chiare legislazione urbana e governance".  

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