Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

La stangata delle bollette di luce e gas, rispetto al 2021 a Forlì-Cesena volano al +72%

L'Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rialzi e ribassi per quanto riguarda luce e gas

L'Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rialzi e ribassi per quanto riguarda luce e gas, elaborando gli ultimi dati Istat relativi al mese di settembre 2023. A livello nazionale, invece, l'indagine confronta la variazione dei prezzi di luce e gas, confrontando il mercato libero con il tutelato.

Per quanto riguarda le città, per la voce Energia elettrica, gas e altri combustibili, che include gas, luce (mercato libero e tutelato), gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, se in Italia il rialzo da settembre 2023 a giugno 2021, ossia prima dei rialzi scattati a partire da luglio 2021,  è stato pari al 68,1%, in alcune città si è superato il 90 per cento.

A vincere la classifica delle città con i cittadini più bastonati dalle bollette è Aosta, dove le spese per luce, gas e gasolio volano del 94,6% su giugno 2021. Medaglia d'argento e di bronzo a due città del Piemonte: Alessandria con +85,3% e Cuneo con +83,2%.

Appena fuori dal podio altre 4 città del Piemonte: Vercelli (+82,8%), Biella (+82,1%), Torino (6° con +81,3%) e Novara (+80,3%). In ottava posizione Teramo (+78,4%), poi Campobasso (+77,5%). Chiude la top ten Imperia con +77,3%.

Dall'altra parte della classifica, la città meno tartassata è Potenza con +46,4%. Al secondo posto Napoli con +55,4%. Sul gradino più basso del podio delle città virtuose Reggio Calabria con +55,9%. In questa classifica Forlì-Cesena è 37esima con un rincaro rispetto a giugno 2021 del 72%.

Per quanto riguarda l’Italia, da giugno 2021 a settembre 2023, la luce del mercato libero in Italia è rincarata del 109,6% contro il 21,3% del tutelato, più di 5 volte tanto, mentre considerando il primo dato utile del gas rilevato dall'Istat, dicembre 2021, il libero da allora è aumentato del 47,4% contro un calo dell'11,4% del tutelato, un divario di 58,8 punti percentuali.

Anche rispetto ai picchi dei prezzi raggiunti nel dicembre 2022, ora la luce del tutelato è scesa del 52,4%, quella del libero del 45,6%, il gas del tutelato è diminuito del 38,8%, il libero del 37,2%. Infine, anche per i dati tendenziali di settembre 2023 permane il gap, con la luce del tutelato che si abbassa del 27,6% su settembre 2022 contro il -8,7% del libero, e il prezzo del gas che si riduce del 29,8% nel tutelato contro il -5,6% del libero.

"Insomma, comunque la si giri, tutti i confronti dimostrano come il mercato tutelato abbia contribuito a contenere gli aumenti dei beni energetici in questa situazione di prezzi impazziti e che sarebbe vergognoso non prorogarlo, sia per le famiglie che per il gas dei condomini, come minimo fino al gennaio 2025 e in ogni caso fino a che ci saranno le tensioni legate alle guerre in corso. Urge fare un decreto entro la fine del mese, considerato che le famiglie hanno già ricevuto a settembre un avviso di sfratto dal mercato tutelato, e poi va inserita la proroga, come da noi proposto, anche in fase di conversione in legge del decreto n. 131 del 29/09/2023, così da dare subito certezze, sia agli italiani che agli operatori. Infine vanno ripristinati gli sconti sugli oneri di sistema della luce, magari riservandoli a chi ha contratti a prezzi variabili o a chi ha un reddito inferiore a 35 mila euro" afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell'Unione Nazionale Consumatori.

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