menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Ho fatto il richiamo al vaccino e sto bene. Tra la gente comune c'è più paura che diffidenza"

Vicini, insieme ad altri 85 colleghi, il 27 dicembre aveva partecipato al V-day alla Fiera di Cesena, area attrezzata per la somministrazione del siero

Claudio Vicini, direttore dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna e otorino di fama internazionale, si è sottoposto nei giorni scorsi al richiamo del vaccino anti-covid. Vicini, insieme ad altri 85 colleghi, il 27 dicembre aveva partecipato al V-day alla Fiera di Cesena, area attrezzata per la somministrazione del siero. Più volte il professore ha ribadito l'importanza di fare il vaccino, "un dovere sociale come indossare le mascherine, anche perché il Covid non è in fase di ritirata".

Professore, come si sente dopo la seconda somministrazione del siero?
Bene. La prima volta avevo registrato un lieve bruciore ad braccio, inferiore al vaccino antinfluenzale, che si è riassorbito dopo poco tempo, mentre questa volta ho avuto qualche brivido martedì, ma ho lavorato senza alcun problema.

I medici sono stati i primi ad usufruire del vaccino. C'è stato qualche scettico?
Tra i miei colleghi nessuno. E ci tengo a sottolinearlo questo aspetto, perchè questo discorso è stato molto enfatizzato.

Tra amici invece?
Qualcuno c'è, ma non sono persone contrarie al vaccino di principio. C'è timore per un'eventuale reazione di natura allergica. Molte persone mi hanno chiamato dopo la prima vaccinazione per sapere delle mie condizioni di salute. Percepisco più paura che diffidenza.

Farà un test sierologico per verificare lo sviluppo degli anticorpi?
Prossimamente sì, anche se non ritengo che quel test in tutto per tutto sia una valutazione dell'efficacia del vaccino. Non è facile identificare l'avvenuta immunizzazione con la sola misura del carico degli anticorpi.

Dopo il vaccino si sente più forte contro il covid?
Non ancora, tra 15 giorni. Ma la soddisfazione è grande. Resta il rammarico che dopo una vita di cose fatte assieme questa volta mia moglie non fa quello che faccio io, e mi preoccupa.

Negli ultimi giorni sono emerse positività tra gli anziani delle case di riposo. E proprio di recente hanno ricevuto la prima dose di siero. Come è stata possibile l'infezione?
Probabilmente si tratta di persone che avevano in corpo il virus e che lo hanno sviluppato in seguito. E' noto comunque che il vaccino ha una copertura limitata dopo la prima iniezione e non a caso c'è il richiamo. La stima che è stata diffusa da Pfizer è di una copertura del 55% dopo la prima dose e del 95% dopo la seconda.

Cambiamo argomento ed entriamo nel suo settore specifico. Come procedono gli studi relativi alle perdite di gusto ed olfatto causate al covid?
Il nostro gruppo di Otorinolaringoiatria ha dato un contributo scientifico a livello internazionale. Ci sono più recuperi rispetto alla prima ondata, anche perchè i primi pazienti sono stati esaminati a giugno e la virosi è decollata a marzo. Abbiamo scoperto che chi ha avuto perdite di gusto e olfatto ha sviluppato un covid meno grave. Non è una regola assoluta, ma frequente.

E Il tempo di recupero del gusto?
E' stimato in qualche mese. Ci stiamo attrezzando per i trattamenti.

In cosa consistono?
Ci sono tecniche di abilitazione olfattiva sulle quali stiamo lavorando. Si basano sull'impiego di sostanze stimolanti, che nella formulazione teorica che stiamo mettendo a punto con uno staff internazionale dovrebbero poter stimolare le fibre residue a funzionare meglio. E' una sorta di riabilitazione olfattiva per usare un termine generico, ma che può rendere l'idea. E' ancora presto per arrivare ad una concreta terapia. Speriamo di concretizzare nel giro di pochi mesi.

La speranza è il vaccino. Nel frattempo non bisogna abbassare la guardia...
Bisogna rispettare la regola delle tre emme: mascherina, metro e mani da igienizzare. Bisogna fare attenzione alla quarta emme, quella del moto, ciò che favorisce la circolazione del virus. E' un dato di fatto. Ora stiamo attraversando un fase di plateau e stiamo ancora osservando gli effetti delle restrizioni del periodo natalizio. Gli spostamenti devono avvenire con grande giudizio. E l'appello non è rivolto solamente ai giovani. Ci sono infatti ragazzi totalmente responsabili. Matura una maggior consapevolezza a prestare attenzione soprattutto chi ha vissuto un'esperienza personale, con un familiare o un amico contagiato. Ed i giovani sono molto sensibili su questo aspetto.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento