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Clima, i giovani di Fridays for Future in piazza con le candele per far rispettare gli "accordi di Parigi"

"Dell'azione necessaria a contrastare l'emergenza climatica non si vede nemmeno l'ombra"

I giovani di Fridays For Future venerdì sono scesi di nuovo in piazza Saffi, a Forlì, per ricordare gli accordi di Parigi. "Cinque anni fa i leader mondiali hanno firmato gli accordi di Parigi e hanno promesso di contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di +2°C rispetto all'era preindustriale, e di fare tutto il possibile per limitarla a +1.5°C, così da preservare le condizioni di vita ed assicurare alle giovani generazioni un futuro su questo pianeta", spiegano gli attivisti.

"Da allora molte cose sono successe. Ma dell'azione necessaria a contrastare l'emergenza climatica non si vede nemmeno l'ombra. Lo scarto tra ciò che dobbiamo fare e ciò che i politici stanno facendo per fermarla si allarga sempre di più. Stiamo accelerando nella direzione sbagliata. Le persone stanno morendo e gli ecosistemi al collasso portano a maggiori rischi per la salute, tra cui anche l'insorgere di nuove pandemie. La pandemia che stiamo vivendo ora è anche una conseguenza della devastazione degli ecosistemi. I 5 anni successivi agli Accordi di Parigi del 2015 sono stati gli anni più caldi di sempre. E continuiamo a produrre emissioni come se questi dati non ci riguardassero. Come se non dipendesse da noi".

Proseguono i Fridays for Future: "Nel frattempo la politica a livello internazionale, nazionale e locale continua a giocare con i numeri, a parlare di "rivoluzione verde" ponendosi obiettivi umilianti di riduzione delle emissioni al 2050. Queste false promesse sono l'ennesima dimostrazione che non hanno alcuna intenzione di affrontare la crisi climatica, e che sono disposti a finanziare le industrie fossili con miliardi di euro ogni anno e rubare a noi giovani il futuro condannandoci a vivere nel collasso climatico ed ecologico, piuttosto che avviare la transizione ecologica. Proprio quella transizione che, come dimostrato anche dai migliori economisti come il premio Nobel Stiglitz, sarebbe invece un vero volano per l'economia poiché garantirebbe 3 volte i posti di lavoro rispetto ad un'economia ancorata ai combustibili fossili. L'interesse di pochi ha attualmente la priorità sulla salute e la sicurezza di tutte e tutti. Ma ciò non può continuare".

Gli attivisti continuano nella loro battaglia: "Noi giovani non permetteremo ai politici di saccheggiare il nostro futuro ed ignorare gli Accordi che loro stessi, solo 5 anni fa, hanno firmato e si sono impegnati a rispettare. Non siamo disposti a rinunciare ai target di 1.5°C perché significherebbe arrendersi alla crisi climatica. Vogliamo dare voce alla scienza, proprio come sta accadendo ora con la crisi sanitaria. Lottiamo per 1.5, perché ci rimangono solo 7 anni prima che il surriscaldamento globale diventi irreversibile, e semplicemente non possiamo permetterlo. Per questo, a livello internazionale ci siamo coordinati con gli altri gruppi di Fridays for Future per celebrare i 5 anni dagli Accordi di Parigi con delle candele a formare lo slogan "Fight for 1.5", lottiamo per 1.5. Chiediamo ai governi di agire e di rispettare gli Accordi di Parigi.  

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