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Codice di Camaldoli, i miei primi 70 anni. "E' arrivata l'ora di farlo rivivere"

Settanta anni or sono, nel mese di luglio, numerosi intellettuali cattolici si riunirono a Camaldoli per dare alla luce il ben noto Codice di Camaldoli, in cui sono straordinariamente inscritte le idee principali che sarebbero state poi alla base della Costituzione

Settanta  anni or sono, nel mese di luglio,  numerosi  intellettuali cattolici si riunirono  a Camaldoli per dare alla luce il  ben noto Codice di Camaldoli, in cui sono straordinariamente inscritte le idee principali che sarebbero state poi alla base della Costituzione e del “miracolo italiano”. Quei giorni drammatici dell'ultima guerra  non erano certo i migliori per “ritrovare un futuro”, ma fu proprio allora che si creò  una “riserva etica” al servizio del Paese, quella che  Pietro Scoppola chiamò  “la riemergenza del cattolicesimo politico”. L’apporto dei cattolici fu determinante affinchè l’Assemblea Costituente in un periodo politicamente difficilissimo, riuscisse ad approvare quasi all’ unanimità la nuova Costituzione.

"Credo che oggi la crisi della società e della politica siano talmente gravi che occorra identificare un punto di partenza della nostra riemergenza. Quello per il quale oggi tutti, ma proprio tutti,  non possiamo non definirci cristiani.  Ho detto cristiani, non cattolici. Questo vale anche per la nostra città per il "comune" sentire di tanti valori, che nella sostanza fanno il repulisti di quelle infinite diatribe e polemiche locali, usate spesso solo in modo strumentale" ha detto il vicesindaco di Forlì, Giancarlo Biserna.
 
"Da Camaldoli  potrebbe cominciare  la nostra Resistenza , quella capacità di giudizio e quel senso di responsabilità  necessari per uscire dalla crisi attuale. In vista delle prossime amministrative in città, anzichè iniziare il rito dei giochi di potere di partiti e liste civiche vere o fasulle, perchè non mandiamo per aria questo tavolo consunto di programmi e programmini che ognuno tira dalla sua parte. Perchè non parliamo di cosa oggi significa veramente partecipazione e come attuarla" prosegue Biserna

"Perchè non definiamo le vere priorità per il bene comune dei nostri concittadini, soprattutto dei più deboli. Accettando tutti che per esse si può rinunciare a qualsiasi pur importante opera ed azione senza polemiche e scontri di potere. Perchè non diamo peso politico  ad un codice ed a una austerità etici, unica strada per costruire fiducia, autorevolezza e credibilità non di parte o di facciata. Insomma perchè non partire da un Nuovo Codice di Camaldoli e quindi non da se stessi, dai propri affari e referenti e ambizioni,  ma da quella "riserva etica", che c' è, ma che senza che qualcuno (o qualcosa) tiri su la barra del casello non potrà mai entrare in autostrada. A meno che non si decida di fare un nuovo casello".

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