Il collegio edile: "Abolizione Imu, imboccata la strada giusta"

Il Collegio Costruttori Edili di Unindustria Forlì-Cesena commenta il recente Decreto del Governo che abolisce l'IMU sulla prima casa e sulle abitazioni invendute.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

L'abolizione dell'IMU sulla prima casa e, soprattutto, sulle abitazioni invendute e le facilitazioni per l'accesso alla casa da parte delle fasce di popolazione meno agiate (giovani coppie, famiglie in difficoltà, lavoratori atipici), decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri del 28 agosto, rappresentano un significativo passo in avanti per il settore delle costruzioni.

"Auspichiamo - dichiara il Presidente di Ance Forlì-Cesena, Fabio Toni - che queste prime misure possano rappresentare finalmente una inversione di tendenza. L'edilizia è unanimemente considerata un volano per la crescita e lo sviluppo, ed in tutti i Paesi si è fortemente investito per mettere in atto la funzione anticiclica del settore, mentre in Italia siamo rimasti al palo.

Queste misure ci fanno ben sperare, per quanto, dobbiamo dirlo, c'è ancora tanto da fare per consentire ad un comparto tanto provato di rivedere risultati positivi". Ci preme in modo particolare sottolineare il buon operato della nostra Associazione, ANCE, sia a livello locale, sia a livello nazionale, che ha dato buoni stimoli al Governo, con il quale si è instaurato un rapporto di proficua collaborazione, stimoli dai quali l'esecutivo ha attinto a piene mani, ritenendoli validi e meritevoli di attenzione".

Risultato particolarmente positivo è l'abolizione dell'IMU sulle abitazioni realizzate ma non vendute o locate: prosegue Toni " si trattava di una stortura fiscale che gravava solamente sul comparto edile: un po' come se la Fiat avesse pagato il bollo per le automobili che giacevano sui piazzali in attesa di acquirente. Finalmente è stata presa una decisione di buon senso".

Ancora molti, però, sono gli aspetti da mettere a punto: "serve una messa in campo di investimenti per mettere in sicurezza strade e scuole, che ogni giorno vediamo essere in condizioni sempre più critiche. Proprio in queste settimane l'ANAS sta mettendo in gara una prima tranches di circa 130 milioni di euro per manutenzioni sul patrimonio stradale esistente (a livello nazionale, per la nostra regione circa 6 milioni) un esempio che, se seguito da altri, potrà dare un certo impulso a chi lavora nel mondo infrastrutturale e garantire al tempo stesso la sicurezza per gli utenti della strada." Riguardo al credito i costruttori hanno una posizione chiara: "non si possono chiudere i rubinetti in maniera indistinta, trattando lo speculatore alla stregua del costruttore che ha mezzi e dipendenti: le banche devono aiutare le imprese serie, quelle che danno lavoro, producono ricchezza sul territorio e generano un beneficio per il sistema.

Gli istituti non possono disimpegnarsi facendo pagare scelte sbagliate del passato a imprese e famiglie". A parere dell'Ance serve un sistema di qualificazione per le imprese di costruzione: nel mercato privato qualunque operatore può improvvisarsi costruttore, senza limiti di sorta: osserva Toni con amarezza "per aprire un bar occorre dimostrare più requisiti che per costruire un condominio" Da ultimo il Presidente Toni cita la burocrazia, fardello ancora troppo pesante che deprime l'economia ed ha azione repulsiva sugli investimenti più di ogni altro ostacolo: "Occorre velocità nel processo decisionale: servono elasticità, concretezza, certezza dei tempi".

La stessa urbanistica deve adeguarsi ai tempi che cambiano: "non è più il tempo di pianificazioni con orizzonti decennali, ciò che vale oggi non può valere nel mondo di domani. In particolare serve incentivare la riqualificazione urbana, rendere più agevole il cambio di destinazione d'uso ed i trasferimenti volumetrici".

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