Come gestire la quarantena di una classe alla scuola dell'infanzia, i tanti dubbi delle famiglie

Questo significa non poter portare il bambino alla scuola materna per 15 giorni, ponendosi mille dubbi su come fare per le successive due settimane: a chi affidare il piccolo, se è sicuro portarlo dai nonni, come fare col lavoro

Un messaggio sulla chat di Whatsapp che arriva nel week-end, e che contiene l'obbligo di quarantena per 15 giorni. Questo significa non poter portare il bambino alla scuola materna per 15 giorni, ponendosi mille dubbi su come fare per le successive due settimane: a chi affidare il piccolo, se è sicuro portarlo dai nonni, come fare col lavoro. C'è tutto questo dietro un singolo caso di positività, con relativa messa in quarantena della classe, dentro una scuola dove vanno bambini piccoli, come una scuola dell'Infanzia o una scuola elementare. A spiegarlo è una mamma di un bambino messo in quarantena alla scuola materna comunale 'Bruno Angeletti'. E' un'esperienza di disagio che stanno facendo sempre più famiglie forlivesi e che, inevitabilmente, nel corso dell'anno scolastico, altre saranno costrette a farla.

L'Igiene pubblica dell'Ausl è intervenuta di sua iniziativa alla materna 'Angeletti' a causa del numero elevato di assenti: circa una decina di bambini sui 25 della sezione. "I bambini avevano quasi tutti il raffreddore - racconta la mamma - e diverse famiglie per precauzione hanno tenuto i figli a casa". Da qui le numerose assenze. E proprio in questo ambito è stata riscontrata la positività di un bambino, che non ha presentato sintomi gravi, se non qualche linea di febbre a casa. Da una parte emerge quindi l'efficacia dell’attività di contact tracing, svolta dall’Igiene pubblica dell’Ausl. Tuttavia restano alcuni dubbi nelle famiglie: "Non tutti i bambini sono stati chiamati per il tampone, limitandosi solo a quelli che erano assenti, ma andrebbe controllata tutta la classe", spiega sempre la madre. Ed inoltre: "Perché non si eseguono i tamponi in modo tempestivo, anche di sabato e domenica?".

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Non è facile, con un bambino piccolo, organizzare una quarantena di due settimane. "E se si è positivi, e nel frattempo lasciati a casa magari con nonni 'fragili', perché i genitori devono continuare a lavorare?", domanda la madre. Senza contare i dubbi dei genitori: restare a casa dal lavoro o meno, considerato che si stanno moltiplicando anche i focolai all'interno degli ambienti lavorativi. "E' necessario in questi casi sottoporre a tampone tutta la classe in modo tempestivo, così da bloccare un eventuale focolaio", spiega la madre. Che conclude: "Domani chiamerò l'Ausl per sapere cosa intendono fare e quando potremo fare anche noi il tampone".

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