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Acqua, Bulbi risponde ai comitati: "E' tutto cambiato"

Accusato di aver chiuso la porta in faccia ai 'Comitati Acqua Bene Comune" per la pubblicizzazione dell'acqua, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi risponde

Accusato di aver chiuso la porta in faccia ai 'Comitati Acqua Bene Comune', che hanno sostenuto il referendum, poi vinto dal 'sì' per la pubblicizzazione dell'acqua, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi risponde ai comitati stessi: “ Ho appreso con rammarico della presa di posizione dei Comitati Acqua Bene Comune di Forlì-Cesena, Rimini, Faenza e Ravenna rispetto al mio supposto diniego ad incontrarli”.

E continua: “Per chi come me, in questi anni, ha posto l'ascolto e il confronto alla base del suo metodo di lavoro, anche il tema di cui si fanno portatori questi comitati è della massima importanza, tant'è vero che un primo incontro si tenne all'indomani del referendum, nel secondo semestre del 2011. Nel frattempo sono cambiate diverse cose. Innanzitutto sono spariti gli ATO e molte delle loro competenze non sono andate in carico ai nuovi Atersir. In particolare, non compete più a questi organismi di stabilire le regole per definire le tariffe; tutto, ora, è nelle mani dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG)”.

E ancora: “L'Atersir regionale sta, però, elaborando, proprio in questi giorni, alcune simulazioni indispensabili a comprendere i risultati che deriveranno dall'applicazione del 'Metodo Transitorio' determinato dall'AEEG, solamente lo scorso 28 dicembre. Nel momento in cui disporrò di tali simulazioni e, dunque di elementi concreti su cui ragionare insieme, sarò ben lieto di concordare un incontro con i Comitati”.

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