Cronaca

"Piano del commercio, il sindaco ha promesso un aggiornamento: basta cercare colpe, troviamo soluzioni"

"Basta col ritornello che la nuova amministrazione ha trovato il Piano del commercio già fatto così, non cerchiamo colpe, ma troviamo soluzioni": a parlare è Daniele Cortesi del comitato 'No megastore'

"Basta col ritornello che la nuova amministrazione ha trovato il Piano del commercio già fatto così, non cerchiamo colpe, ma troviamo soluzioni": a parlare è Daniele Cortesi del comitato 'No megastore' che si batte contro l'insediamento scriteriato di nuove aree commerciali in città, in particolare nella zona di Coriano e Ospedaletto. In particolare il comitato chiede all'amministrazione comunale cosa si è fatto nell'ultimo anno per quella che loro considerano una sorta di promessa solenne proferita dal Zattini nel dibattito. Spiega Giorgio Adamo: "Il sindaco lo scorso anno promise un aggiornamento e un aggiustamento del Piano del commercio. Cosa è stato fatto a tal riguardo nell'ultimo anno?". Perché, aggiunge Sara Conficconi, "sappiamo che non è scontato ed immediato intervenire sui diritti di chi possiede un terreno edificabile, ma se si vuole si può farlo". L'attuale piano della giunta Drei, datato fine 2017, prevede in città ben 95 aree in cui si potranno insediare aree di media superficie di vendita.

L'attività del comitato 'No megastore' è ripresa e si prepara ad un nuovo incontro pubblico su questo tema dopo quello dell'anno scorso in salone comunale, alla presenza del sindaco Gian Luca Zattini e dell'assessore all'Urbanistica Daniele Mezzacapo.  All'epoca il dibattito era tutto incentrato sulla futura maxi-area commerciale Esselunga tra le vie Bertini, Correcchio e Balzella, che è poi tramontata per il ritiro del progetto da parte dei proponenti. "Come già detto in passato, visto che quell'area era destinata ad essere cementificata, meglio un progetto che prevede abitativo, con attenzione all'ambiente, piuttosto che un superstore come quello che si era presentato all'inizio", sempre Conficconi. "In questo senso non siamo un comitato puramente ambientalista, ma siamo a favore di un insediamento sostenibile", continua. Ma "per uno maxistore che è stato sventato, continuano a spuntare nuove aree commerciali tutte lungo l'asse di via Bertini o nella zona". L'elenco è lungo: già autorizzati sono due nuovi supermercati nello stesso isolato di via Bertini tra le ferrovia e via Pandolfa, poi c'è in partenza tutta l'area commerciale di medie superfici di vendita intorno al Globo di fronte al casello dell'A14 e si aggiunge il polo commerciale tra via Zampeschi e via Ravegnana in zona Ospedaletto, in un terreno dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Al dibattito organizzato per metà ottobre, saranno invitati l'amministrazione comunale, i partiti politici e le associazioni di categoria. 

"Tutte queste aree commerciali destano allarme perché gravitano su strade col traffico già al collasso e in quartieri già fortemente inquinati, anche per la presenza di due inceneritori a un chilometro e mezzo - sempre Conficconi -. Chi le ha autorizzate che criteri ha usato per dire che non andranno a incidere sulla qualità della vita di chi abita in questi quartieri e chi ha fornito i dati per dirlo? Si continua a costruire, ma con una viabilità non idonea". E non ultimo c'è il più recente degli insediamenti commerciali in partenza: il supermercato tra la massicciata ferroviaria e il centro logistico delle Poste, in via Bertini. La nuova edificazione sorge a fianco di uno dei punti più pericolosi in assoluto della viabilità forlivese: il restringimento del sottopassaggio di via Bertini, in quel punto neanche dotato di marciapiede, tantomeno di pista ciclabile. "Ad oggi in quel punto non si passa quasi in bicicletta se non rischiando la vita. Sicuramente è tutto in regola, ma anche qui ci chiediamo su quali criteri è poggiata l'autorizzazione", spiegano Conficconi, Cortesi e Adamo.

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