A Dovadola per commemorare Benedetta arriva l’arcivescovo di Bologna Zuppi

Sarà una S.Messa in programma mercoledì 23 gennaio, alle 10.30, nella Badia di Sant’Andrea a Dovadola, il momento culminante delle celebrazioni per i 55 anni dalla morte di Benedetta Bianchi Porro

Sarà l’arcivescovo di Bologna mons. Matteo Maria Zuppi a presiedere la santa messa in suffragio di Benedetta Bianchi Porro, in programma mercoledì 23 gennaio, alle 10.30, a Dovadola. A fianco del presule felsineo, che di fatto sostituisce il card. Angelo Amato, prefetto emerito della Congregazione per le cause dei Santi, indicato in un primo momento dalla Diocesi, concelebreranno il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza e l’amministratore parrocchiale dovadolese don Saverio Licari.

Se il luogo della commemorazione della Venerabile, a 55 anni dalla morte terrena, rimane la Badia di Sant’Andrea a Dovadola, la chiesa che dal 22 marzo 1969 ne ospita le spoglie terrene, quest’anno, in vista della solenne beatificazione in programma il 14 settembre prossimo nel Duomo di Forlì, sono stati decisi alcuni cambiamenti. La Messa solenne in memoria di Benedetta, scomparsa il 23 gennaio 1964 a Sirmione del Garda in odore di santità, non sarà celebrata la prima domenica utile, com’era tradizione, ma nel giorno stesso in cui è avvenuto il “transito”.

Sempre mercoledì 23 gennaio, ma alle 20, in Badia celebrerà il vescovo mons. Livio Corazza. Il decreto di beatificazione di Benedetta è apparso il 7 novembre scorso nel Bollettino della Sala Stampa Vaticana: quel giorno papa Francesco ha autorizzato il cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, a promulgare i Decreti sulle virtù eroiche e sulla conferma del culto riguardanti tutta una serie di nominativi “in odore di santità”, fra cui la Venerabile dovadolese. Il pontefice ha riconosciuto il miracolo avvenuto per intercessione della stessa, la guarigione improvvisa di un giovane di Genova, Stefano Anerdi, che nel 1986, a 20 anni, era andato in coma in seguito ad un incidente automobilistico. Il processo sull’autenticità del prodigio era partito nel 2013: la commissione di 7 medici incaricata di ristudiare i referti si pronunciò sulla vicenda, definendola inspiegabile dal punto di vista scientifico.

L’iter diocesano della sua canonizzazione, avviato ufficialmente l’8 dicembre 1973, approdò nel 1993 al riconoscimento di “venerabile”: merito del decreto di “virtù eroiche” emesso da papa Giovanni Paolo II. Benedetta Bianchi Porro nacque a Dovadola l’8 agosto 1936 da Guido ed Elsa Giammarchi. Nel novembre dello stesso anno venne colpita da poliomielite e progressivamente si manifestarono i sintomi della malattia che lei stessa, studente in medicina, diagnosticò nel 1956 e che la portò alla morte il 23 gennaio 1964, ad appena 28 anni. La notizia della beatificazione di Benedetta è stata confermata il 22 dicembre scorso con l’annuncio della data della beatificazione, fissata appunto al 14 settembre: a presiedere la celebrazione sarà lo stesso card. Becciu.

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