Conclusa a tempo di record la demolizione manuale del serbatoio pensile di viale dell’Appennino

L’impatto dell’intervento sul contesto urbano adiacente è stato praticamente nullo

Si sono conclusi in netto anticipo rispetto alla tabella di marcia i lavori di demolizione del vecchio serbatoio pensile dell’acquedotto di via dell’Appennino 496, situato nel cortile dell’Istituto comprensivo n. 8 a San Martino in Strada. La torre piezometrica è stata completamente abbattuta e ora sono iniziate le opere di ripristino dell’area a conclusione dell’opera pianificata per fine settembre, quindi in anticipo di una ventina di giorni.

La demolizione della struttura di fine anni ‘50, di proprietà del Comune e gestita da Hera fino a circa 15 anni fa, è stata necessaria per via degli elevati costi di manutenzione di un’opera da tempo disconnessa dalla rete cittadina di distribuzione dell’acquedotto civile. L’abbattimento della torre piezometrica, alta circa 32 metri e con un diametro di 6, è stato effettuato per parti, dividendo il manufatto ‘a pezzi’ che sono stati calati a terra con la gru, rendendolo così molto meno pericoloso e impattante rispetto a quelli realizzati utilizzando le cariche di esplosivo.

L'intervento è iniziato dalla vasca del serbatoio, dove è stata asportata l‘epigrafe ai caduti, che sarà oggetto di un progetto di salvaguardia delle lettere che la compongono. Concordato da progetto e autorizzato dalla Soprintendenza, il lavoro prevede la ricollocazione della scritta in una struttura a terra, appositamente realizzata nell'area alla base della torre nell'ambito dell'ampliamento del vicino plesso scolastico.

Il segno della memoria avrà come obiettivo quello di ricordare la storia e l'importanza per la comunità di San Martino in Strada del manufatto e sarà dedicato al tema dell'acqua con una installazione artistica progettata e realizzata dagli studenti. Per eseguire una corretta cantierizzazione dell’intervento è stato allestito un ponteggio di sicurezza rivestito da teli antipolvere, che si è abbassato a mano a mano che i lavori procedevano. L’impatto dell’intervento sul contesto urbano adiacente è stato praticamente nullo: infatti, grazie alle tecniche adottate di taglio e smontaggio delle parti del manufatto e alla cantierizzazione in sicurezza, la produzione di polveri verrà limitata al minimo e non si verificheranno blocchi né nei servizi della zona né sulla sua viabilità stradale, che anzi non subirà alcuna variazione.

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Pensile via dell'Appennino n. 496 con ponteggi-2

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