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Consegnate in Comune 300 firme per 'salvare' via Cadore

Depositate in Comune 300 firme a sostegno della petizione popolare di modifica del riassetto stradale di via Cadore. sono state consegnate giovedì mattina all'incaricato dell'Ufficio Protocollo del Comune

Depositate in Comune 300 firme a sostegno della petizione popolare di modifica del riassetto stradale di via Cadore. Le sottoscrizioni e l’unita petizione, indirizzate al sindaco Roberto Balzani, all’assessore al traffico Giancarlo Biserna e al presidente della Circoscrizione 1 Piero Fusconi, sono state consegnate giovedì mattina all’incaricato dell’Ufficio Protocollo del Comune.  La via Cadore con direzione via Bengasi, è sempre stata utilizzata come valida alternativa alla parallela via Gorizia, notoriamente più trafficata e pericolosa.

“Chiediamo – si legge nel documento - la modifica del riassetto della Via Cadore all’altezza della nuova rotonda Anas di svincolo della Tangenziale, con particolare riferimento all’isola spartitraffico sita fra via Cadore e via Monte San Michele, ed il ripristino della svolta immediata a sinistra”.

“Sappiamo – dichiara Daniela Valentini, a nome dei 4 organizzatori della sottoscrizione – che a Forlì ci sono problemi più gravi del nostro, tuttavia, come cittadini già penalizzati dal fatto di abitare in una strada trafficata e pericolosa perché stretta, con auto parcheggiate ovunque e con una lunga serie di incidenti  (anche mortali) nel passato, chiediamo un intervento urgente per risolvere questo ulteriore disagio”. La via Cadore con direzione via Bengasi, è sempre stata utilizzata come valida alternativa alla parallela via Gorizia, notoriamente più trafficata e pericolosa.

“Il nuovo assetto stradale – continua l’atto - obbligando quanti provengono da via Trentola a dirigersi su via Gorizia, senza poter accedere direttamente al nuovo ingresso tangenziale né proseguire sulla stessa via Cadore con direzione Pianta, ha di fatto leso l’elementare diritto di avvalersi di un servizio che DEVE essere fruibile dall’intera cittadinanza”.


La cosa che più 'brucia ai residenti è che, nonostante il continuo riferimento dei politici e governanti di turno al concetto di “democrazia partecipativa”, “nessuna azione è stata intrapresa per rendere partecipi di tale progetto i cittadini maggiormente coinvolti da questo cambiamento, per dare modo agli stessi di manifestare pubblicamente le loro perplessità ed eventuali osservazioni”. Alla fine, i 300 firmatari della petizione chiedono “con cortese urgenza” anche un incontro con il sindaco, per illustrare le ragioni della stessa.

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