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Studio sulle "sequele polmonari" post-Covid: riconoscimento internazionale per il team del professor Venerino Poletti

"Clinical, radiological, and pathological findings in patients with persistent lung disease following Sars-Cov-2 infection”, è il titolo della pubblicazione

Un altro importante riconoscimento per il team del professor Venerino Poletti, direttore del Dipartimento Toracico dell’Ausl della Romagna, della Pneumologia all’ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, che dopo una lusinghiera recensione ottenuta per un altro lavoro sulla autorevolissima rivista "Lancet" ora raggiunge un altro traguardo degno di nota con la pubblicazione di uno studio sulla rivista dello European Respiratory Journal, organo ufficiale della European Respiratory Society.

"Clinical, radiological, and pathological findings in patients with persistent lung disease following Sars-Cov-2 infection”, è il titolo della pubblicazione, che rappresenta uno studio prospettico multicentrico finalizzato alla valutazione degli aspetti delle biopsie polmonari dei pazienti con persistenza di sintomi e alterazioni polmonari alla Tac dopo una precedente infezione da Sars-CoV-2 (e senza che questi pazienti siano stati intubati e ventilati meccanicamente). 

I pazienti analizzati sono stati selezionati (per la persistenza di sintomi e di interessamento polmonare alla Tac) fra i pazienti seguiti dall’ambulatorio post-Covid della Pneumologia dell’ospedal "Morgagni-Pierantoni" di Forlì e hanno effettuato biopsia polmonare transbronchiale mediante criosonda. Quale è il messaggio di questo studio? "Le cosiddette “sequele polmonari” post-Covid non sono omogenee - spiega il professor Poletti -. Alcuni pazienti, prevalentemente maschi ex fumatori, presentavano segni radiologici e anatomo-patologici di fibrosi polmonare progressiva e questo fa ipotizzare che essi potessero avere una pre-esistente interstiziopatia polmonare, eventualmente accelerata dalla infezione virale".

Prosegue Poletti: "Un secondo sottogruppo di pazienti era invece caratterizzato da un profilo prevalentemente “infiammatorio (in questo contesto il virus potrebbe aver indotto una reazione autoinfiammatoria). Il terzo gruppo di pazienti lamentava persistenza di sintomi respiratori e sistemici, a volte anche desaturazione arteriosa al test del cammino e riduzione della diffusione del CO, a fronte di un quadro polmonare di impegno modesto alla Tac; le biopsie hanno evidenziato la prevalenza di alterazioni dei piccoli vasi (capillari e venule post-capillari) polmonari". 

Questo studio condotto in collaborazione fra varie unità operative del Morgagni-Pierantoni (Pneumologia, Radiologia, Anatomia Patologica) , con il prof Marco Chilosi (Verona), ed il professor Claudio Doglioni (San Raffaele dii Milano) ha come primo Autore la dottoressa Claudia Ravaglia e testimonia come la cosiddetta “fibrosi polmonare” post Covid abbia in effetti manifestazioni eterogenee con evoluzione e modalità di trattamento del tutto diverse.

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