Ennesima rissa verbale in Consiglio comunale, se ne va sbattendo la porta: ammonito Alemani

Il teatrino (a cui per fortuna assistono solo pochi cittadini connessi in streaming) è andato in onda lunedì pomeriggio al momento di partire con i poderosi lavori di discussione di 102 emendamenti al nuovo Regolamento di Polizia urbana

Ancora una volta caos e paralisi nei lavori del Consiglio comunale. Il teatrino (a cui per fortuna assistono solo pochi cittadini connessi in streaming) - purtroppo non il primo - è andato in onda lunedì pomeriggio al momento di partire con i poderosi lavori di discussione di 102 emendamenti al nuovo Regolamento di Polizia urbana e civile convivenza, un atto già avanzato dalla precedente giunta Drei, ma che non approdò mai ad un voto finale tra pioggia di emendamenti e commissioni. Il nuovo avvio della discussione, su un testo rivisto dalla maggioranza di centro-destra, è avvenuto lunedì pomeriggio tra risse verbali e insulti. 

Assaggio è stata la richiesta di invertire l'ordine dei lavori per la discussione di due delibere. Il teatrino della politica in questo caso ha inscenato ben 13 minuti di scontro sull'inversione (poi bocciata) a fronte di una discussione nel merito della delibera, che è stata trattata, votazione compresa, in appena 4 minuti. Ma l'assenza di contenuti per dar spazio alla rissa politica si è perpetuata subito dopo quando l'assise ha litigato per ben 37 minuti su come gestire gli emendamenti, pur essendoci - a detta della maggioranza - un accordo in conferenza dei capigruppo per rendere spediti i lavori. Un accordo che tuttavia non è stato recepito come tale dalla minoranza e che ha dato la stura ad un accavallamento sempre più concitato di interventi.

Apice è stato l'intervento del capogruppo Pd Soufian Hafi Alemani che ha protestato duramente  sull'interpretazione del regolamento sul voto degli emendamenti, dato dal segretario Pini. Durissimo lo scontro con il segretario comunale Michele Pini, che alla fine ha risposto a muso duro: “Il segretario comunale lo faccio io e conta la mia parola, l'interpretazione corretta del regolamento la do io”. A quel punto Alemani è uscito dall'aula sbattendo la porta. Un comportamento che gli è valsa l'ammonizione del presidente del Consiglio comunale Alessandra Ascari Raccagni: “Sono imbarazzata nel farlo, ma il suo comportamento è grave, la invito a contenere le sue intemperanze, altrimenti dovremo prendere provvedimenti più duri”.

Alemani da parte sua ha replicato così, testuale: “Da arbitro di calcio, dopo tanti anni essere ammonito a mia volta ovviamente è sintomo di quello che anche io a livello sportivo devo verificare su quello che accade nei campi sportivi. In relazione a quello che è accaduto, necessariamente prendo atto che vengo ammonito e che necessariamente che coloro che in questo primo anno hanno tenuto comportamenti altrettanto, di cui sinceramente ovviamente posso scusarmi perché quando ci si sbaglia ovviamente si chiede sempre scusa, non ho mai preso atto però che l'ammonizione sia avvenuta nei confronti di chi utilizzava parole nei confronti della presidenza e di altri colleghi. Quindi sono un arbitro di calcio, so chi deve essere ammonito, ovviamente chiedo scusa dell'azione e per quelli che possono essere stati atteggiamenti non condivisibili in questa aula, ma prendo atto di un metro di giudizio che evidentemente non è equo tra maggioranza e minoranza”. 

La questione però è poi andata ancora avanti. Il segretario Pini si è detto non soddisfatto: “Penso che debba chiedere scusa a me. Non ho sentito nulla ma mi hanno riferito che mi avrebbe insultato pesantemente, me l'hanno detto in diversi, con parole che non posso ripetere in quest'aula. Se me le vuole porre a me le scuse le ponga, se non me le vuole porre se le tenga”. Ed ancora Alemani: “Sono qua apposta, se lei dottor Pini si è ritenuto offeso come detto da un altro consigliere in relazioni a dichiarazioni ben peggiori, io sicuramente non ho mai problemi a chiedere scusa se qualcuno si ritiene offeso, ma ho rilevato una contraddizione nel metro di giudizio da lei applicato. Ne ho tratto le mie conclusioni e se sono stato leggermente alterato da quanto atteggiamento contraddittorio ho deciso di uscire dall'aula perché non lo condividevo”. A chiudere la presidente del consiglio Ascari Raccagni: “Non è uscito dall'aula, ha anche sbattuto la porta e lanciato offese”.

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Durante la discussione sono stati accolti alcuni emendamenti dell'opposizione, in particolare di Forlì e co, ma anche di Movimento 5 Stelle e Pd. Mentre dai banchi della maggioranza Davide Minutillo di Fratelli d'Italia si è visto respingere una proposta di modifica in merito al decoro delle aree verdi. Sono passati invece quella per coinvolgere la vigilanza privata nella prevenzione e quella sui cumuli di neve. Comunque Minutillo ha votato diversamente dalla maggioranza su alcuni emendamenti. Il dibattito, dopo una interruzione intorno alle 19 di circa mezz'ora per dare modo ai consiglieri di riprendere forze, è ripreso nel cuore della serata. 

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