Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Inceneritore azzerato? Lite Pd-Lega nel dibattito. La consigliera pasionaria: "Merito di chi iniziò a lottare nel 2003 per un cambio di rotta"

Così Prati: “Questa è la parte finale di una discussione partita tanti anni fa, quando molte persone e associazioni ambientaliste si sono battute per un cambio di rotta rispetto all'incenerimento e alla discarica quasi come unico modalità di  smaltimento”

Inceneritore chiuso entro il 2027 e l'auspicio che il sistema Alea venga esteso a tutta la Romagna, ma che comunque l'impianto forlivese non prenda 'da una certa data' - non meglio specificata - rifiuti urbani raccolti con sistemi diversi da Alea: prende forma in queste richieste alla Regione la nuova rivoluzione ambientale di Forlì, dopo la nascita di Alea nel 2018. Saranno obiettivi raggiungibili? La mozione rimanda esplicitamente alla necessità di una “trattativa con la Regione”. 

Per sostenere il documento, passato quasi all'unanimità, interviene per prima la Lega, quando ha preso la parola Alessandro Rivalta, presidente della commissione che ha discusso del documento e che ha ricordato l'apporto di vari soggetti che sono stati sentiti in commissione tra cui il Tavolo degli Ambientalisti, la Regione, gli operatori come Hera e Alea, tutti hanno portato utili elementi”.

Ad elencare la cronistoria che ha portato a tale risoluzione è invece Loretta Prati, consigliera Pd e 'pasionaria' anti-inceneritore della prima ora. Una storia che parte nel 1976 quando venne aperto l'inceneritore pubblico da 47.500 tonnellate (l'impianto di oggi ha capacità di gestione di 120mila tonnellate) e nel 1997 quando venne autorizzato, nonostante la contrarietà del Comune di Forlì, l'inceneritore di rifiuti speciali ospedalieri ex Mengozzi con una capacità di 9mila tonnellate poi portate a 32mila. Ad oggi quindi, nelle due strutture adiacenti di Coriano si distruggono 152mila tonnellate di rifiuti ogni anno. Così Prati: “Questa è la parte finale di una discussione partita tanti anni fa, quando molte persone e associazioni ambientaliste si sono battute per un cambio di rotta rispetto all'incenerimento e alla discarica quasi come unico modalità di  smaltimento”. Era il 2003 quando iniziò questa battaglia che non impedì, nel 2008, la costruzione di un nuovo inceneritore. Tra le tappe intermedie il porta a porta introdotto nel 2006 a Forlimpopoli, nel 2009 a Bertinoro e poi i quartieri di Forlì, “senza portare però alla riduzione dei rifiuti, con rischio invece di  incremento della tariffa”.

Rivendica il risultato politico il capogruppo del Pd Soufian Hafi Alemani: “E' stato affascinante vedere il sostegno della Lega alle politiche ambientali che il Partito Democratico di Forlì porta avanti da un decennio. Dopo la svolta europeista della Lega a livello nazionale, oggi vediamo quella ambientalista a Forlì. Il modello di gestione che proponemmo allora mostra oggi i suoi risultati, tanto che si sono ridotte da 50mila a 12mila le tonnellate di rifiuti forlivesi oggi mandate all'inceneritore, col calo del 6,5% delle tariffe: questo indica che è un modello giusto e si dimostra agli altri territori che questi risultati sono ottenibili”. L'obiettivo di Alemani è che si vada “verso un modello romagnolo uniforme si gestione dei rifiuti con criteri eco-efficienti”. 

Non ci sta, però, Albert Bentivogli per la Lega: “La prima azione di questo percorso è stata la disdetta dell'accordo tra Regione, Comune ed Hera siglato nel 2016, dove il Pd aveva inserito un tacito rinnovo per altri 5 anni, quando all'epoca c'era una direzione ben diversa. Non si parlava di azzeramento, ma era prima della costruzione di Alea. Qualcuno si vuole prendere meriti dell'idea, ma non può farlo del tragitto, perché il tragitto è stato preso in mano e rimesso nella direzione giusta da quest'amministrazione. L'idea potrà venire da lontano, ma se è diventata un'azione concreta ed efficiente è per merito di quest'amministrazione”.

Per Lauro Biondi, capogruppo di Forza Italia, però, “resta il problema che esiste una parte residua grande o piccola che sia di rifiuti che vanno inceneriti” e “i rifiuti speciali vanno comunque smaltiti, anche se non sono urbani e gestiti dal nostro inceneritore”. Sostegno alla mozione anche da Francesco Lasaponara e Marco Catalano per i due gruppi consigliari di Fratelli d'Italia. Massimo Marchi di Italia Viva invita a non fare “la gara a piantare ognuno la proprie bandierina”: “E' difficile non riconoscere che la scelta di andare ad un sistema porta a porta a tariffa puntuale è delle amministrazioni precedenti, ma i meriti principali sono dei nostri concittadini che con i loro comportamenti hanno reso possibile un sistema che ci porta a poter chiedere lo spegnimento dell'inceneritore”.

Esprimendo un voto, come ha detto lui, 'favorevolissimo' Simone Benini ha indicato il pieno sostegno del Movimento 5 Stelle alla mozione: “In otto anni di mia consiliatura raramente ho visto un lavoro così proficuo in commissione, raccogliendo tanti emendamenti dalla società civile. E' un traguardo ambizioso che può cambiare le sorti della gestione dei rifiuti nella nostra Regione”. Ed ancora: “Il ringraziamento va agli ambientalisti, ci sono persone che nel 2003 già si battevano per introdurre il sistema porta a porta tariffa puntuale spinto, io appartenevo al quel gruppo anche se non ne ero protagonista. Ricordo che questo sistema di raccolta dei rifiuti è diventato sistema di raccolta nazionale grazie al M5S”.

Unica voce contraria quella di Federico Morgagni, capogruppo di Forlì & Co., astenuto sulla mozione e battuto su quella concorrente proposta dal suo gruppo, che non ha ricevuto alcun voto favorevole se non il suo: “E' stato un buon percorso, ma non ci convince come è andata a finire. Abbiamo posto un testo non alternativo, ma complementare. Apprezziamo lo sforzo, ma scritta così è una mozione minimalista e  limitata”. 

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