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Venerdì, 14 Giugno 2024
Guardia di Finanza

Lotta al lavoro nero, blitz della Guardia di Finanza. Imprenditore nei guai: aveva occultato al fisco un milione di euro

Un legale rappresentante di un'azienda è stato denunciato con l'accusa di omessa dichiarazione dal momento che aveva nascosto al fisco una base imponibile di oltre un milione di euro

Quattordici lavoratori "in nero" e venti "irregolari". E' questo il bilancio dei controlli svolti dalla Guardia di Finanza di Forlì nell'ambito di una serie di attività in provincia finalizzate a contrastare il fenomeno del "sommerso da lavoro". Al temine di un controllo nei confronti di un’impresa forlivese operante nel settore del mobile imbottito, infatti, i Finanzieri del Gruppo di Forlì hanno rilevato la presenza di due lavoratori cinesi impiegati "in nero" poiché privi di regolare contratto di lavoro, uno dei quali, peraltro, clandestino sul territorio nazionale. Sia il lavoratore, che il rispettivo datore - una 48enne, anche lei di origine cinese - sono stati denunciati alla Procura con l'accusa di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e occupazione di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno.

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Lo stesso Reparto, inoltre, a conclusione di un’altra verifica fiscale nei confronti di una società di Forlì operante nel settore della fabbricazione di materie plastiche, ha scoperto che l’azienda - oltre a qualificarsi come "evasore totale" - aveva impiegato irregolarmente 20 lavoratori di diverse nazionalità (sei italiani, otto marocchini, un brasiliano, un egiziano, un rumeno, un macedone, un tunisino e uno del Burkina Faso), avendo loro imputato trasferte esenti ai fini previdenziali e fiscali, tuttavia in assenza di idonea documentazione giustificativa. Il legale rappresentante, un 48enne di origine magrebina, è stato denunciato con l'accusa di omessa dichiarazione dal momento che aveva nascosto al fisco una base imponibile di oltre un milione di euro.

In tutti i casi, la Guardia di Finanza ha provveduto a verbalizzare sul piano amministrativo i vari datori lavori per l’utilizzo di manodopera "irregolare" o "in nero". "Il lavoro nero è piaga per l’intero sistema economico perché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste - spiegano dal comando provinciale di Piazza Dante -. Per questo la Guardia di Finanza è impegnata a tutto campo per evitare che il «sommerso da lavoro» possa pregiudicare gli equilibri economici e finanziari del Paese, essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere vantaggi competitivi impropri". 
 

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