Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Coprifuoco, si guadagna un'ora di libertà. "Ma perchè non dalle 24? C'è grande voglia di socialità"

L'INTERVISTA - "Finalmente c'è un alleggerimento delle restrizioni - esclama Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì -. Ma che differenza c'era tra le 23 e le 24?"

Da mercoledì, nelle "zone gialle", il coprifuoco sarà ridotto di un’ora e passerà dalle 22 alle 23, mentre dal 7 giugno alle 24. Resta inteso che il coprifuoco non vige per gli spostamenti legati a lavoro, necessità e salute. E' quanto prevede il nuovo decreto legge che regola le norme anti-covid. Per l'abolizione bisogna invece attendere il 21 giugno. "Finalmente c'è un alleggerimento delle restrizioni - esclama Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì -. Ma che differenza c'era tra le 23 e le 24? Ecco, questo è un aspetto che ci lascia perplessi e che non comprendiamo. Auspicavamo nel coprifuoco dalle 24 alle 5, per avere un orario di lavoro più consono, ma in questa fase ci accontentiamo di questo passo in avanti, arrivando poi tempi programmati nella rimozione definitiva del coprifuoco che non ha alcun senso".

Qual è il primo bilancio delle riaperture?
Sia dai bar che dai ristoranti è emersa una grandissima voglia di socialità da parte dei forlivesi. Il tutto nonostante le limitazioni previste dalle norme anti-covid per quanto concerne le consumazioni, consentite al momento solo all'aperto. Questo aspetto apre a due considerazioni.

Quali?
La prima, che gli spazi all'aperto sono assolutamente insufficienti a soddisfare le tante richieste che arrivano dai forlivesi e che hanno voglia di socialità. La seconda, per quanto riguarda Forlì, è la grande disponibilità dell'amministrazione comunale, che ha consentito a tutte le attività che fossero nelle condizioni di poter usfruire a burocrazia zero degli spazi all'esterno, ottenendo la disponibilità in tempi molto rapidi.

Ha sottolineato la tanta voglia di socialità dei forlivesi, ma allo stesso tempo di concedersi un pranzo o un aperi-cena...
Si sono resi conto che i pubblici esercizi sono probabilmente tra i posti più sicuri. Il tutto facendo i conti con condizioni atmosferiche non sempre ideali.

Il meteo ci ha messo il suo zampino in effetti...
Non ha giocato a nostro favore. Bar e ristoranti spesso hanno dovuto fare i conti con vento e pioggia in concomitanza del servizio. Era una problematica che avevamo evidenziato, considerando la variabilità del mese di maggio.

Il Comune di Forlì ha inoltre pedonalizzato nelle ore serali Via Giorgio Regnoli, via Solferino e Via Dell'Aste, incentivando ulteriolmente alla "vasca" in centro
E' stato positivo. Ma posso sottolineare che ovunque, anche nell'entroterra, c'è una grande voglia di sedersi al tavolo ed incontrare amici. Ovunque c'è entusiasmo. Ho visto persone educate in attesa del proprio turno. E' una tendenza generalizzata. Tutte le attività, dal centro storico ai paesi fuori città, hanno ripreso a lavorare, nonostante una riapertura più rigida rispetto alla precedente "zona gialla", quando era consentito pranzare anche dentro i locali.

Quindi una ripresa nonostante una provvisoria capacità ridotta...
Ho notato ristoranti fare investimenti e noleggiare gazebo o tensostrutture ampio per avere uno spazio dove collocare tavoli col giusto distanziamento. E tutte le amministrazioni stanno agevolando i pubblici esercizi a questo scopo.

Anche la ripartenza della cultura sta giocando un fattore chiave
Assolutamente sì. Questo non fa altro che consolidare un risultato già acquisito. Abbiamo sempre detto che le grandi mostre organizzate dalla Fondazione Carisp al San Domenico sono state per l'economia forlivese uno straordinario volano. Chi visiterà la mostra di Dante avrà quindi l'occasione per fermarsi nei bar e ristoranti, fare acquisti nei negozi di abbigliamento e vivere il nostro territorio.

Non tutti però stanno beneficiando di questo allentamento delle restrizioni
Il mio pensiero va a quelle attività ancora chiuse, come ad esempio le piscine al chiuso. Chi ci governa non si sta rendendo conto che prolungare la chiusura delle attività porta alla disperazione degli imprenditori. Le imprese hanno bisogno di ripartire. Bisogna trovare il giusto equilibrio e non aver trovato ancora una soluzione solleva non poco preoccupazioni.

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