Coronavirus, tornano a crescere i contagi nel Forlivese. Nuovi casi nelle scuole. Un morto in provincia. In Regione cala l'indice Rt

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, sono 1.264 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali

Sono 75 i nuovi positivi al covid-19 nel Forlivese, mentre nel Cesenate se ne contano 87 oltre ad una vittima, un uomo di 81 anni di Longiano. I guariti sono 94 Questa la distribuzione dei casi nel Forlivese: tre a Bertinoro, due a Castrocaro, uno a Civitella, uno a Dovadola, 44 a Forlì, 7 a Forlimpopoli, otto a Meldola, uno a Modigliana e due a Predappio. A Santa Sofia, aggiorna il sindaco Daniele Valbonesi, "i nuovi positivi sono sei, tutti in isolamento domiciliare ed in buone condizioni. Tra questi c'è anche un operatore della casa di riposo San Vincenzo De Paoli. Il totale dei positivi nel territorio comunale è di 69, di cui sette in ospedale in condizioni stabili, mentre complessivamente sono poco più di 100 le persone in isolamento. C'è anche un guarito". Quanto alla situazione alla casa di riposo, 19 ospiti sono positivi, di cui tre in ospedale, due si trovano nella comunità alloggio (uno è rientrato dall'ospedale), mentre tra gli operatori si contano sette infettati. A Meldola, informa Il sindaco Roberto Cavallucci, "i tamponi effettuati agli anziani della Casa di Riposo Drudi sono risultati negativi". Negli ultimi tre giorni sono stati rilevati 13 nuovi casi di positività al covid, alcuni dei quali riconducibili a contagi in famiglia.

Casi nelle scuole

Grazie all’attività di contact tracing, svolta dall’Igiene pubblica di Forlì, sono stati individuati 6 nuovi casi in altrettante scuole. Per quanto riguarda un alunno della "Bersani" di Forlì, un operatore Ata di una scuola primaria di Castrocaro Terme, un alunno dell'istituto "Ruffilli" di secondo grado di Forlì e un docente nella "Classico" di Forlì, un alunno della scuola media "Orceoli" di Forlì, a seguito del sopralluogo eseguito da parte di operatori sanitari negli istituti si è verificato il rispetto di tutte le misure di prevenzione prescritte nelle “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’Infanzia” dell’Istituto Superiore di Sanità (Rapporto Iss Covid-19 numero 58/2020) e della regione Emilia-Romagna (Protocollo 10 settembre 0590077.U). Pertanto non vengono individuati contatti stretti ad alto rischio in ambito scolastico del positivo, ma solo contatti occasionali".

"I contatti occasionali dovranno monitorare la comparsa di febbre o altri sintomi sospetti per Covid (tosse, raffreddore, diarrea, congiuntivite) per 14 giorni dall’ultimo contatto a rischio. In caso di comparsa di sintomi, è necessario contattare tempestivamente il proprio medico di medicina generale. Per i contatti occasionali non è prescritta la quarantena o la sospensione della frequenza scolastica, ma si raccomanda di utilizzare la mascherina chirurgica, avere una accurata igiene delle mani ed evitare occasioni di aggregazione che impediscano il distanziamento fisico. A tutti i contatti occasionali viene proposto un tampone.

Per quanto riguarda un alunno di una scuola primaria di Galeata, a seguito del sopralluogo preventivo eseguito da parte di operatori sanitari, l'Istituto si è verificato il rispetto di tutte le misure di prevenzione prescritte. Tuttavia, informa l'Ausl, "in considerazione del fatto che lo screening, effettuato a seguito di  una precedente positività riscontrata nella stessa classe, ha evidenziato una ulteriore positività, si rende necessario assimilare gli alunni della classe presenti in classe il 9 novembre  a contatti stretti ed essi devono essere posti in quarantena (permanenza al domicilio) per 10 giorni dall’ultimo contatto, ovvero, con esecuzione di tampone nel decimo giorno; e 14 giorni dall’ultimo contatto, senza esecuzione di tampone".

La situazione in Emilia Romagna

A livello regionale c'è una buona notizia: l'Rt, l'indice che misura la trasmissibilità del contagio, sarebbe sceso a 1,4 rispetto all’1,57 della scorsa settimana e all’1,63 di quella precedente.  "Abbiamo notato una stabilizzazione dei dati negli ultimi giorni. Speriamo sia il segno di un rallentamento del passo epidemico", ha sottolineato Raffaele Donini, assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, ai microfoni di RaiNews24. Inoltre, spiega Donini, "siamo tra l'11 e il 12% di positivi sui tamponi e siamo a una quota intorno all'80-90% di saturazione sia dei reparti covid sia di terapia intensiva. Ma stiamo anche facendo uno sforzo enorme perche', nel frattempo, non abbiamo chiuso l'attivita' programmata".

In altre parole, ha ribadito l'assessore, "stiamo combattendo su due fronti: da un lato contro la pandemia e dall'altro per continuare a erogare le prestazioni ordinarie. Ce la stiamo mettendo tutta". Anche sugli accessi ai Pronto soccorso e sugli interventi del 118, ha aggiunto Donini, "abbiamo una situazione a macchia di leopardo, ma al momento non ci sono situazioni di criticita' elevata". Insomma, in Emilia-Romagna "la sanita' e' robusta ma non ha risorse infinite- avverte l'assessore- quindi deve piegarsi la curva epidemica, cosi' come auspichiamo".

In Emilia Romagna si contano 2.402 infettati in più rispetto a mercoledì, su un totale di 20.310 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore (a questi si aggiungono anche 3.871 test sierologici). La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi dell’11,8%, pressoché la stessa di mercoledì. Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, sono 1.264 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 337 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 462 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di giovedì è 43,8 anni.  Su 1.264 asintomatici, 387 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 56 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici, 16 tramite i test pre-ricovero. Per 795 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province dell’Emilia-Romagna vede Modena con 551 nuovi casi e Bologna con 513; a seguire Reggio Emilia (269), Piacenza (206), Parma (175), Rimini (172), Ravenna (130), Ferrara (118) e Imola (109). I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 46.024 (2.134 in più di mercoledì). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 43.702 (+2.106 rispetto a mercoledì), quasi il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 49 nuovi decessi: 26 a Bologna (11 uomini di 63, 69, 71, 79, 80, 81, 82, 84, 86, 94 e 101 anni, 2 uomini di 74 anni, 2 di 75 anni, 2 di 78 anni e 2 di 83 anni, 5 donne di 69, 80, 90, 91 e 94 anni e due donne di 83 anni), 13 a Modena (7 uomini di 43, 65, 72, 78, 83, 85 e 90 anni, 2 uomini di 82 anni e 4 donne di 85, 93, 94 e 96 anni), 3 a Ferrara (2 uomini di 82 e 88 anni e una donna di 87), 2 a Ravenna (2 uomini di 84 e 93 anni), 2 a Parma (2 uomini di 64 e 86 anni), uno a Cesena (un uomo di 81 anni), uno a Rimini (un uomo di 72 anni), uno a Piacenza (una donna di 79 anni). Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 4.925.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 228 (+6 rispetto), 2.094 quelli in altri reparti Covid (+22). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1), 18 a Parma (+1), 21 a Reggio Emilia (+1), 48 a Modena (+3), 67 a Bologna (+2), 7  a Imola (+1), 15 a Ferrara (invariato), 12 a Ravenna (-1), 6 a Forlì (+1), 2 a Cesena (-3) e 18 a Rimini (invariato). Le persone complessivamente guarite salgono a 29.734 (+219).

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