Ancora tanti anziani uccisi dal Coronavirus: otto in un solo giorno. Ma il tasso di mortalità è del 6%

Nella città mercuriale i lutti salgono a 40: si tratta di un 78enne, di un 76enne, di un 80enne, di un 85enne, di una 88enne e di una 81enne

Altri otto morti nel comprensorio di Forlì, che aggiorna il numero di decessi a 62. Questo il triste bollettino diramato dalla Prefettura mercoledì pomeriggio ed aggiornato alle 14. Nella città mercuriale i lutti salgono a 40: si tratta di un 78enne, di un 76enne, di un 80enne, di un 85enne, di una 88enne e di una 81enne. Quattro si trovavano ricoverati in ospedale, mentre gli altri due in casa. Gli altri decessi nel comprensorio riguardano una donna di 90 anni, ospite alla casa di riposo "Artusi" di Forlimpopoli ed una 93enne che si trovava alla "Villa del pensionato" di Rocca San Casciano.

I casi di covid-19 in più a livello provinciale sono 25, da 1334 di martedì a 1359 (756 nel Forlivese e 603 nel Cesenate): i ricoverati sono 178 (99 nel Forlivese e 79 nel Cesenate), mentre gli assistiti a domicilio sono 893 (506 nel Forlivese e 387 nel Cesenate). "La crescita si mantiene abbastanza costanza da diversi giorni - afferma Paolo Masperi, direttore dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" -. Negli ultimi due giorni abbiamo registrato anche una flessione, forse per effetto di una diminuzione degli esami effettuati. Si tratta di una crescita abbastanza controllata da circa 8-9 giorni". I guariti salgono a 193, 89 nel Forlivese e 104 nel Cesenate: "Un paziente viene definito guarito quando lo è sia clinicamente e il doppio tampone di controllo dà esito negativo".

Anche dal punto di vista dei ricoveri, aggiorna Masperi, "siamo su numeri stabili da circa una settimana, il che non vuol dire discentente". I decessi a livello provinciale sono saliti invece a 95, nove in più rispetto a mercoledì. Oltre ai casi forlivesi si registra una vittima anche nel cesenate. Nel comprensorio di Forlì si registra un tasso di letalità più alto: "Questo - è l'interpretazione di Masperi - è dovuto al fatto che l'età media della popolazione forlivese è più alta rispetto a quella cesenate. Il tasso della provincia è del 6,4% contro una media nazionale del 9,9% e regionale del 13%".

La situazione nei comuni del Forlivese

A Forlì i casi positivi sono 365, con 62 ricoverati con sintomi e 6 in terapia intensiva, mentre i contagiati in isolamento domiciliare sono 297. I guariti sono 43, mentre i decessi 40. A Bertinoro si conteggiano 40 positivi (otto ricoverati, due in terapia intensiva), mentre i guariti sono 14. A Civitella i positivi sono otto (due i ricoverati), mentre a Dovadola ci sono quattro persone in isolamento domiciliare (due i guariti). A Castrocaro, dove i guariti sono quattro, i positivi sono undici, due dei quali ospedalizzati.

A Forlimpopoli, dove si registra il focolaio "Artusi", i casi sono 50, sei dei quali ricoverati (due in terapia intensiva). I guariti sono dieci, mentre si conteggiano dieci decessi. A Galeata la situazione resta stabile a due casi in isolamento, mentre a Meldola i casi sono 57 (sette ricoverati, uno in terapia intesiva), dato che tiene conto dei contagi alla casa di riposo "Drudi". I guariti sono cinque. Sono tre i casi a Portico, tutti in isolamento domicilare, mentre a Predappio sono 17 (tre ricoverati, uno in terapia intensiva) con quattro guariti. Premilcuore registra due casi in isolamento domiciliare, mentre a Rocca San Casciano sono 44 (due ricoverati), conteggio che comprende anche i casi alla Villa del Pensionato. Un solo caso a Santa Sofia, nessuno a Tredozio.

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Verso la Fase 2

Nel frattempo si comincia a parlare di "fase 2" e di "progressivo rientro", che potrebbe inevitabilmente creare un aumento dei casi. L'esperienza accumulata potrà aiutare l'Ausl locale a gestire l'emergenza. Questa l'opinione di Masperi: "Avremo necessità di avere un'altra settimana di tempo per valutare l'andamento e nel frattempo fare anche delle valutazioni su quella che si chiama "fase 2", che non è ancora arrivata. Stiamo già pensando a come riorganizzarci su quella che sarà la fase successiva, collegata ad una ripresa seppur prudente delle attività ordinarie che in questo momento sono sospese per evitare la diffusione del virus. In provincia, ma anche su Ravenna e poi anche nel riminese, dove l'emergenza è stata più importante, abbiamo sempre mantenuto una possibilità ricettiva nell'ambito ospedaliero che ci ha consentito di andare avanti governando la situazione tranquillamente. Quindi ancora di più in questa fase siamo pronti se ci dovesse essere una ripresa dell'epidemia".

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