Covid, Masperi: "Tamponi rapidi su tutto il territorio. Ok Natale, ma l'emergenza non è finita"

In tutto il territorio romagnolo vi sono circa 500 pazienti ricoverati, ripartiti in maniera omogenea, anche se si riscontra una maggior pressione nel ravennate

"Stiamo assistendo ad un incremento dei casi positivi, ma l'aumento dei guariti contrasta la curva della crescita dei contagi. Si tratta di una situazione impegnativa, ma in Romagna la pressione è inferiore rispetto all'Emilia". Paolo Masperi, Paolo Masperi, direttore dell'ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, ha fatto il punto sull'emergenza sanitaria da covid-19 nel corso del consueto appuntamento di pubblica utilità del sabato pomeriggio sulla pagina Facebook del parlamentare Marco Di Maio e del professor Claudio Vicini, direttore del dipartimento "Testa-Collo" dell'Ausl Romagna.

In tutto il territorio romagnolo vi sono circa 500 pazienti ricoverati, ripartiti in maniera omogenea, anche se si riscontra una maggior pressione nel ravennate. In particolare al “Morgagni-Pierantoni” i posti letto occupati dagli infettati sono 77. "La crescita è più lenta - ha osservato Masperi -. Forse è stato raggiunto una specie di plateau, determinato dai primi effetti delle misure messe in campo 20 giorni fa e rinforzate col passaggio in zona arancione. Mi aspetto ulteriori frenate nella curva di crescita, ma questo non significa che la situazione non sia impegnativa".

L'organizzazione

Masperi ha sottolineato l'importanza della rete organizzativa dell'Ausl Romagna, chiave di volta nel combattere la pandemia: "Quando un ospedale va in difficoltà, un altro che ha più possibilità riesce a sopperire. Per quanto riguarda Forlì, vi sono due reparti Covid, che sono la trasformazioni di metà della Pneumologia e metà di Medicina Interna, ai quali si aggiunge quello di Malattie Infettive e quello di Rianimazione. In totale sono 102 i posti letti disponibili”. Un aiuto arriva anche dalla sanità privata, “col supporto per attività ambulatoriali e assistenziale anche per pazienti non covid”.

In Romagna il 30% dei posti letto disponibili è destinato a pazienti covid, “con buona disponibilità anche per pazienti con altre patologie”. Un risultato costruito grazie a meccanismi territoriali, con l'impiego di medici Usca (l'Unità speciale di continuità assistenziale, col personale che visita i malati direttamente nelle case), ma anche col contributo di squadre di giovani medici, supportati da un pool di specialisti multidisciplinari, che si recano nelle case di riposo per il trattamento in loco dei pazienti anziani. A questi si aggiungono anche i covid-hotel, che aiutano a tenere meno carica la pressione dei ricoveri negli ospedali.

Tamponi

La lotta al covid-19 comprende anche l'esercito del personale impegnato nell'attività di tracciamento dei contagi e tamponi. “Stiamo cercando di fare più tamponi possibili, circa 6mila al giorno, che rappresenta una cifra importante”, ha evidenziato Masperi, ricordando che saranno impiegati a quelli molecolari anche quelli rapidi (antigenico), più adatti per l'attività di screening che per la diagnostica: “Oltre nei punti drive-through, a carico dell'Igiene Pubblica e processati poi nel laboratorio di Pievesestina (circa 1500 al giorno, ndr), saranno fatti anche nei pronto soccorsi, dove saranno installate della apparecchiature in grado di dare risposte veloci. Un terzo tipo sarà fornito a tutti i reparti per uno screening dei pazienti in dimissione o durante la degenza nel caso vi siano dei cluster da testare”.

Cosa dire a chi declassa il virus

Nonostante l'emergenza vada avanti dallo scorso avanti, c'è chi continua a negare il covid. Il messaggio di Masperi è chiaro: “Le evidenze non possono essere negate e negarlo è poco rispettoso verso gli operatori sanitari per l'impegno che ci stanno mettendo tutti i giorni e nei riguardi di chi ha covid o ha perso dei cari. Fortunatamente ci sono diverse manifestazioni di questa malattia e nella stragrande maggioranza dei casi si manifesta con una sintomalogia poco importante e che assomiglia a quella di una semplice influenza, ma a differenza di quest'ultima ci sono casi, e non sono pochi, impegnativi, molto gravi e rischiosi per la vita di questa pazienti. Negare l'esistenza di questa patologia e declassificarla ad una semplice influenza è davvero fuori da qualsiasi tipo di logica".

Verso il Natale

Si avvicina il Natale e si attendono le nuove disposizione del governo in vista delle festività. Per il professor Vicini, "le minori restrizioni rispondono solo ad una logica di tipo affettivo, tradizionale ed economico, con la corsa agli acquisti e sostenere l'economia. Bisogna pensare ad un'apertura responsabile. Abbiamo evidenze che provvedimenti anche parziali sembrano essere efficienti. Bisogna trovare una via di mezzo. E' chiaro che ogni tipo di deroga alle limitazioni si pagherà con un numero d'infetti e anche di decessi". Questa l'opinione di Masperi: "Si gioca tutto sul filo dell'equilibrio, tra il contenimento e la progressione della pandemia e l'economia Paese. Ovviamente l'equilibrio va gestito in modo dinamico, con più controlli delle forze dell'ordine, e allo stesso tempo una maggiore responsabilità da parte dei cittadini. Le restrizioni possono anche essere allentate, ma va rafforzata la vigilanza".

Anche per questo il deputato Di Maio ha ricordato che "il dibattito sulla necessità di 'salvare il Natale' è comprensibile dal punto di vista economico, ma la prima manovra economica di cui c'è bisogno è sconfiggere il virus: la prima cosa che va salvata è la salute delle persone, che si può coniugare con un lieve allentamento delle misure nel periodo natalizio solo per quelle attività che non comportano rischi di assembramenti, diffusione del contagio o la partenza di nuovi focolai. Nessuno illuda le persone che potrà essere un periodo natalizio come quelli che abbiamo sempre vissuto, perchè purtroppo non sarà così".

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