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Covid, analisi settimanale dell'Ausl: in Romagna progressione dei contagi da terza ondata

Voltano infatti tutti verso la crescita i principali indicatori, a partire dal numero assoluto dei casi: i nuovi positivi passano a 4.524 nella settimana dal 22 al 28 febbraio rispetto i 2.837 positivi rilevati nella settimana precedente

E' una progressione da inizio di “terza ondata” quella che viene rilevata dall'analisi settimanale dei contagi di Coronavirus in Romagna. Voltano infatti tutti verso la crescita i principali indicatori, a partire dal numero assoluto dei casi: i nuovi positivi passano a 4.524 nella settimana dal 22 al 28 febbraio rispetto i 2.837 positivi rilevati nella settimana precedente. Essendo 4.524 positività su un totale di 42.956 tamponi eseguiti, il tasso di positività passa al 10,5%, dal 7,6% che era nella settimana precedente. L'impennata riguarda principalmente i territori di Cesena (positivi il 13,1% dei tamponi) e Rimini (positivi il 12,6%), più contenuti quelli di Ravenna (9,5%) ed infine Forlì (7,2%). L'incidenza dei nuovi casi su 100.000 abitanti si pone sopra la soglia “accettabile” dei 500 casi in particolare nell'area del Rubicone (920 casi nelle ultime due settimane, si è ammalato circa l'uno percento della popolazione), seguita da Riccione e il sud riminese (872 casi ogni centomila abitanti in 2 settimane), il Faentino (843), Rimini e il nord riminese (719) e infine il Cesenate (707).

LE FASCE D'ETA' - La pandemia non sta colpendo tutti in modo uguale, grazie soprattutto all'effetto delle vaccinazioni. I nuovi positivi con età superiore a 80 anni sono il 5% del totale, ed era il 10% alla fine di gennaio. Di converso aumenta la fascia giovanile (0-24 anni), che passa dal 19% al 27% del totale nello stesso periodo. Il grosso dei contagi resta ovviamente l'età adulta: nella fascia 25-64 anni Cci sono il 55-57% dei casi. Anche gli operatori sanitari, una delle categorie per forza di cose più colpite, rappresenta lo 0,8% del totale dei contagi, mentre prima delle vaccinazioni di gennaio era il 4,7% del totale. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene molto alta, registrando il 99 per cento.

VACCINI - Dal 18 gennaio sono iniziate le somministrazioni della seconda dose e sono 30.298 le persone ad aver completato la vaccinazione, quelle che si possono definire coperte dal vaccino. In totale i soggetti vaccinati con la prima dose nei quattro punti vaccinali principali e periferici al 1 marzo sono 61.427. Hanno completato il ciclo vaccinale 11.717 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, 10.538 della provincia di Ravenna e 8.673 di quella di Rimini.

RICOVERI - Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 1 marzo, si registra la quota di 430 ricoveri, con un rialzo di 54 ricoverati rispetto alla settimana scorsa, mantenendo l'azienda all’interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid. Siamo comunque ancora lontani da 620 ricoveri conteggiati a inizio gennaio. L'aumento è del 14,4% in una settimana, ma se si guarda alle terapie intensive il dato raddoppia: si passa da 16 a 33 ricoverati nei reparti dei malati più gravi.

L'ANALISI - "La pandemia sta evolvendo con caratteristiche salienti - precisa il direttore generale dell'Ausl Romagna, Tiziano Carradori -. I casi sono aumentati nella quarta settimana di febbraio del 59% rispetto a quella precedente e dell'80% rispetto ad inizio febbraio". Una diffusione dell'epidemia dovuta a due fattori: "il primo è la preponderanza della variante inglese tra quelle virali, che ha una caratteristica di maggiore diffusività, cioè che ha una capacità in un tempo limitato di interessare più persone; il secondo è che si concentra su una popolazione che si caratterizza per una mobilità maggiore, colpendo quindi maggiormente i giovani”, ancora non interessati dalla campagna di vaccinazione.

I focolai nelle scuole sono cresciuti del 50% nell'ultima settimana di febbraio e del 100% rispetto alla prima settimana di febbraio, fotografia dell'evoluzione dell'epidemia “in un periodo piuttosto ristretto”, osserva Carradori. Quanto agli anziani "i casi tra gli over 80 sono crollati", il che significa che "il vaccino funziona". Dato confermato anche dal fatto che "solo un quinto dei sanitari è positivo".

Carradori ha elogiato anche la campagna di tracciamento dell'Ausl Romagna, "con oltre il 20% di tamponamento della popolazione in più rispetto al resto della regione. Più casi vengono rilevati, tanto più concorriamo a limitare gli effetti della pandemia, trattando in anticipo i casi sintomatici". E questo si traduce con una minore pressione negli ospedali, con meno pazienti positivi nei nosocomi: "La quantità di letti occupati da pazienti contagiati, anche se la malattia progredisce con questo ritmo, rimarrà al di sotto di quelli occupati per covid fino ad inizio gennaio. E in questo modo non si compromettono le attività di routine".

"Come si evince dai grafici contenuti nel bollettino - commenta Mattia Altini, direttore Sanitario Ausl Romagna -  i dati dell’ultima settimana di febbraio registrano un ulteriore progressivo aumento del numero dei nuovi casi, iniziato in modo graduale dalla prima settimana di febbraio. Una situazione seria che anche  alla rapidità di circolazione e contagiosità ci conferma il ruolo predominante che la variante inglese sta assumendo sul nostro territorio.  Dall’analisi delle classi di età si evince che questo aumento è particolare evidente in età scolare, mentre si riducono significativamente gli over 80. Un dato positivo probabilmente per effetto della progressione della campagna vaccinale".

"Da questo scenario si è giunti alla relazione redatta dall’Azienda e inviata ai sindaci che attraverso l’ordinanza, in vigore da martedì, colloca i territori di Ravenna, Cesena e Rimini (ad esclusione di Forli) in “fascia arancione scuro con misure più restrittive finalizzate a contrastare e circoscrivere il contagio - ricorda Altini -. Una misura che la settimana precedente era già stata adottata dai comuni di Massa Lombarda, Conselice, Riolo Terme e Bagnara, per l’alto numero di contagi registrati. Ora l’obiettivo e lo sforzo primario è il contenimento della diffusione del virus, non dobbiamo abbassare la guardia. Se l’approvvigionamento dei vaccini sarà, come ci auguriamo, più celere, costante e con numeri di dosi significative, potremo accelerare la macchina organizzativa e procedere celermente alla vaccinazione della popolazione. Adesso a differenza dell’anno scorso abbiamo un’arma contro il virus". 

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