Al ristorante in sicurezza: "Non ci sono prove che il covid possa essere trasmesso dal cibo"

A fare il punto è Claudio Milandri, veterinario e direttore dell'Unità Operativa ed Ispezione degli Alimenti d’Origine Animale dell'Ausl ambito Forlì

La pandemia da covid-19 ha ancora una volta messo in evidenzia come la salute dell’uomo sia strettamente connessa con la salute degli animali, soprattutto del bestiame destinato alla produzione di alimenti. Per questo che il servizio veterinario pubblico, responsabile del controllo ed eradicazione delle malattie infettive, contribuisce alla tutela della salute umana. E durante l’emergenza sanitaria sono proseguiti i controlli al fine di garantire gli elevati standard di tutela dei consumatori nel settore della sicurezza alimentare e della sanità pubblica veterinaria. A fare il punto è Claudio Milandri, veterinario e direttore dell'Unità Operativa ed Ispezione degli Alimenti d’Origine Animale dell'Ausl ambito Forlì.

Come è stato organizzato il lavoro durante il periodo di lockdown?
Nella fase iniziale si siamo focalizzati sulle cose essenziali da fare. Sono stati sospesi alcuni campionamenti, mentre sono proseguiti i controlli nel settore della macellazione a tutela della salute animale e della sicurezza alimentare. Con l'inizio della "Fase 2" non siamo tornati alla completa normalità, ma quasi.

Sono emerse delle irregolarità durante i controlli?
Qualcuna l'abbiamo riscontrata, segnalandola anche agli organismi competenti del dipartimento di sanità pubblica. Tuttavia è doveroso evidenziare un aspetto.

Quale?
Nelle aziende strutturate non ci sono stati casi di positività al covid. Durante le verifiche abbiamo riscontrato la corretta applicazione delle normative imposte dall'emergenza sanitaria, dall'uso dei dispositivi di protezione individuale al distanziamento sociale. Non abbiamo rilevato grosse difficoltà nell'applicarle. È anche una loro prerogativa quella di non incorrere in rischi potenziali. 

Qual è il rischio di infettarsi per via alimentare?
Quella da Covid-19 è un’infezione trasmessa per via respiratoria diretta e indiretta, portandosi le mani contaminate alla bocca, al naso o agli occhi. Dalle indagini scientifiche non sono emersi casi di trasmissione per via alimentare.

E' giustificata la paura di andare nei ristoranti?
Se vengono rispettate le regole generali, ovvero uso delle mascherine, l’igiene e il distanziamento sociale, possiamo stare tutto sommato tranquilli.

E per quanto riguarda gli accorgimenti da seguire mentre si fa la spesa?
Bisogna seguire le regole di base. Nei supermercati gli ingressi sono contingentati, ci sono le sanificazioni, c'è l'obbligo di usare guanti e mascherine e viene garantito il distanziamento sociale. Per gli alimenti confezionati, basta toglierli dagli involucri che vanno poi gettati. Se ad esempio il pane viene servito da un operatore bisogna fare attenzione che questi utilizzi le protezioni richieste.

Milandri, lei è anche sindaco di Civitella. Come ha vissuto questa fase d'emergenza?
E' stato un periodo pesante. Come primo cittadino sono responsabile della salute dei cittadini. E' stato affrontato un virus ignoto, del quale non si avevano conoscenze specifiche. C'è stata tanta preoccupazione quando si sono registrati alcuni casi da strutture commerciali e la trasmissione poteva essere particolarmente diffusa. Non siamo andati benissimo a livello di territorio comunale (14 casi totali ed un morto, ndr), ma abbiamo gestito bene la situazione. Essendo veterinario e conoscendo la materia ho subito diffuso ordinanze che prevedevano la sanificazione delle aeree dove vi era un rischio maggiore di contagio. Piano piano stiamo rientrando alla normalità. Sembra che il covid-19 abbia una potenza infettiva inferiore, ma questo deriva dal fatto che i cittadini sono stati bravi a rispettare le regole. Ora noto un rilassamento che mi preoccupa. I numeri ci dicono che la situazione è sotto controllo, ma non bisogna abbassare la guardia.

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