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Animali selvatici nella città senza traffico, il veterinario: "Godetevi l'esperienza nuova, ma attenzione ai cinghiali"

Il veterinario Rodingo Usberti, dirigente Ausl, spiega il fenomeno dell'avvistamento di animali selvatici nelle zone periferiche di Forlì, una sorpresa collaterale allo stop del traffico di persone e automobili.

Con l’emergenza coronavirus e il conseguente “spopolamento” della città, gli animali selvatici tornano fanno capolino nei paesi e nelle zone periferiche, riprendendo possesso di aree verdi o esplorando i marciapiedi. È segnalazione di pochi giorni fa la passeggiata in città di un cinghiale, e nel grande parco dell’ospedale di Forlì, creato negli anni Trenta e dotato di numerose varietà di piante anche esotiche, si incontrano ora anatre “mandarine" (Aix galericulata), e oche egiziane. Anche scoiattoli e ricci sono stati avvistati in luoghi inconsueti.

Queste visite danno un colore e un significato nuovo a una situazione già insolita, e suscita anche molte domande su come comportarsi nei confronti di questi animali. Il veterinario Rodingo Usberti, dirigente dell’Ausl, però, non si mostra per niente sorpreso dalla notizia di questi avvistamenti: "La presenza di animali selvatici in città non è una novità: li abbiamo sempre avuti, semplicemente l’assenza delle auto li rende più visibili e offre loro più spazio. In assenza dell’uomo, hanno una nicchia ecologica in cui si stanno introducendo più facilmente, tutto qui".

Quali sono le specie che avanzano, volatili e non?
“Volpi, furetti, tassi, caprioli, cinghiali, istrici… Per quanto riguarda i volatili, soprattutto rapaci, nemmeno loro sono una novità: sulla torre di san Mercuriale vive una coppia di falchi pellegrini.”

Cosa devono fare i cittadini per non spaventarli?
“Questi animali hanno imparato già da tempo a convivere con la realtà urbana, e spesso quando vedono gli umani si allontanano da soli.”

Cosa è consentito per aiutarli?
“Non c’è bisogno di aiutarli. Dobbiamo evitare di renderli dipendenti dall’uomo. Già si servono di derivati abbandonati dall’uomo e da rifiuti, in particolare cinghiali e volpi, e non bisogna abituarli a mangiare. Se vogliamo conservarne la salute, dobbiamo evitare di avere a che fare con loro: se imparano a nutrirsi del cibo che gli diamo e che non si trova in natura, ad esempio, potrebbero sviluppare delle patologie.”

Come possiamo convivere con questi animali?
“Come dicevo, gli animali selvatici hanno già imparato a convivere con la realtà urbana. Cacciano, mangiano, alcune volte ricavano dalla presenza dell’uomo un’alimentazione suppletiva. Solo che adesso, con il blocco del traffico è più facile notarli. Da parte nostra, è importante non interferire con la loro alimentazione e non disturbarli, lasciarli stare.”

Pericoli per la nostra salute ce ne sono?
“Il Covid-19 è un virus di origine animale, e non è quindi da escludersi che possa tornare al regno animale. Ma allo stato attuale non abbiamo nulla da rilevare nulla di particolare, stiamo tenendo la situazione monitorata.”

Cosa fare se si vede un animale selvatico in città?
“Niente. Lo guarda, lo osserva, si fa un’esperienza nuova! Di solito si tratta di animali molto guardinghi, che alla presenza dell’uomo si allontanano da soli. A meno che non si tratti di un cinghiale: in quel caso, soprattutto se si è a passeggio con il proprio cane, è meglio tornare subito indietro. Per il cinghiale il cane è un nemico, per cui potrebbe esserci un attacco al cane, soprattutto se si tratta di una femmina con cuccioli al seguito.”

E i lupi?
“Potrebbe anche vedersi un lupo, ormai nella nostra periferia ce ne sono anche di quelli. Ma il lupo è abbastanza intelligente da capire che il rapporto con l’uomo è sempre pericoloso: viene perseguitato da diecimila anni e c’è ancora, per cui vorrà dire che ha delle risorse per poter evitare il pericolo umano.”

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