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Nelle case di riposo del Forlivese ben 32 morti: "Zangheri struttura complessa, questo rallentò il reparto Covid"

In generale, da report diffuso da Zattini emerge che su 1.205 anziani ospitati nelle case di riposo del Forlivese, dall'inizio dell'epidemia se ne sono infettati 240, pari al 20% del totale.

Nel territorio forlivese un terzo dei decessi causati dal Coronavirus si sono concentrati nelle case di riposo, per l'esattezza il 34,4% del totale. Su 93 morti nel Forlivese al 4 maggio, 32 decessi si sono riscontrati in 4 strutture per anziani del territorio, la 'Zangheri' di Forlì, la 'Artusi' di Forlimpopoli, la 'Villa del Pensionato' di Rocca San Casciano e la 'Drudi' di Meldola. Il dato emerge dalla lunga relazione del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini nella seduta del consiglio comunale di giovedì pomeriggio, per trattare della diffusione del Coronavirus nella Zangheri di Forlì. Dopo una prima parte all'insegna della "rissa politica", il dibattito in Consiglio è tornato nel merito dell'emergenza sanitaria.

La relazione del sindaco Zattini

In generale, da report diffuso da Zattini emerge che su 1.205 anziani ospitati nelle case di riposo del Forlivese, dall'inizio dell'epidemia se ne sono infettati 240, pari al 20% del totale. Di questi sono morti 32, cioè il 13% del totale. Nello stesso periodo i decessi per altre patologie tra questa popolazione anziana delle case di riposo sono stati 94. E sempre in queste strutture, sui 657 lavoratori impiegati, 56 di essi sono risultati positivi al Covid, pari all'8,5%. Con 296 contagi connessi a tali strutture, sui 911 al 4 maggio, le case di riposo hanno totalizzato il 32,5% dei positivi di Covid. 

Il Covid non si è diffuso in modo uguale: in altre grandi strutture per anziani di dimensioni paragonabili alla Zangheri non ci sono stati casi di positività. Colpite dall'epidemia sono state 4 strutture sulle 15 accreditate nel comprensorio forlivese. A Forlì sono rimaste indenni al Covid le residenze “Al parco”, “Casa mia” e “Orsi Mangelli”. A queste strutture se ne affiancano altre 35 di piccole e piccolissime comunità di accoglienza per anziani, di cui 26 a Forlì. Sempre nel comprensorio si contano 15 strutture per disabili. Alla Zangheri, a mercoledì (ieri) si contano 108 positivi tra gli anziani ospitati, di cui 14 decessi, 31 guariti e 63 attualmente positivi (di cui 8 ricoverati). I lavoratori colpiti dal virus sono stat i34, di cui 10 già dichiarati guariti. In totale la Zangheri ha 335 posti complessivi di cui 144 accreditati dalla Regione e 191 in regime privato, in gran parte in struttura di tipo “alberghiero” per ospitati autonomi.

Il sindaco ha ripercorso le difficoltà incontrate dalla Zangheri, a partire dal primo caso positivo del 22 marzo scorso, un caso isolato e dove sembrava che si fosse contenuta l'epidemia dati i 25 tamponi negativi che furono riscontrati subito dopo. Ma la situazione è precipitata il 31 marzo quando furono scoperti nuovi casi sintomatici. In una settimana, la prima di aprile, la situazione è poi precipitata. “La compresenza di autosufficienti e non autosufficienti in una struttura che favorisce l'autonomia, lo scambio con l'esterno – e questo è sempre stato l'indirizzo chiesto degli esperti, cioè integrare la vita sociale della comunità circostante a quella della struttura per anziani -  ha rallentato i tempi”, della creazione del reparto Covid, ha spiegato il sindaco. Per il quale mancava anche il personale. “Il 6 aprile la dirigenza della Zangheri evidenziava la carenza di personale infermieristico e oss per il reparto Covid. La Zangheri chiedeva 6 infermieri”. Tuttavia solo due settimane dopo sono giunti 2 infermieri in comando dall'Ausl e altri due forniti dalla protezione civile. “Per la gestione del reparto Covid serviva 5 volte il personale necessario per la gestione 'in tempo di pace', ma era  personale introvabile, essendo richiesto da migliaia di case di riposo e strutture sanitarie d'Italia”, ha spiegato Zattini. Bacchettate invece sulla mancata comunicazione alle famiglie: “Si poteva fare meglio”, è stata la critica del sindaco alla dirigenza della Zangheri. Bocciato anche il commissariamento: “Ci abbiamo ragionato con l'Ausl, che per prima ha ritenuto tale azione non solo inutile ma dannosa per una struttura così complessa”. Ed ancora: nella fase di maggior emergenza “i rifornimenti di mascherine e dispositivi di protezione per il personale erano garantiti solo con donazioni di privati”, dato che “tale materiale era diventato introvabile anche per la prefettura”. Ed ora, ha concluso Zattini, “alla Zangheri la situazione è in graduale miglioramento”.

Il dibattito in Consiglio

"Non si puo' affermare che non si poteva fare nulla di piu' e nulla di diverso", contrattacca il capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, puntando l'attenzione su gestione, controllo del Comune e comunicazione. In altre strutture "non c'e' stata la stessa situazione". La collega Elisa Massa ricorda che e' aperto un fascicolo in Procura per un'indagine esplorativa. E mette in luce "ritardi" e "carenze gestionali, di personale e di informazione" nella struttura. Il dem Jacopo Zanotti ricorda che mentre il contagio dilagava la giunta pensava all'uscita dall'Unione e anche oggi "le baruffe del centrodestra" hanno ritardato la discussione. "Ci sono dei cortocircuiti interni ad Amministrazione e maggioranza, non e' il momento delle difese d'ufficio".

Federico Morgagni di Forli' e co presenta una mozione per delegare la terza commissione a uno studio e approfondimento sull'argomento per individuare dei protocolli operativi. La maggioranza ha messo in campo "un atteggiamento di arrocco difensivo e butta la questione in politica". Anche Massimo Marchi di Italia Viva evidenzia "gravi ritardi ed errori", a partire dalla mancanza di un presidio sanitario. Dai banchi della maggioranza il capogruppo di Forza Italia, Lauro Biondi, sottolinea che "l'impegno degli operatori c'e' stato, sul territorio e' mancata la parte diagnostica di prevenzione, abbiamo fatto pero' in gran parte quello che era possibile". Tuttavia "non si possono scaricare le responsabilita' sul sindaco" e non si mette in discussione "l'autonomia della Zangheri".

Il collega della Lega Massimiliano Pompignoli non capisce il motivo della convocazione della seduta straordinaria le misure da adottare in questa situazione che propone la minoranza. "Da settimane critichiamo la Regione per i tamponi e l'Ausl, non avete idee delle competenze", invece si cerca "a spada tratta le responsabilita' dell'Amministrazione, che non ne ha". Il collega Albert Bentivogli della Lega rimarca che "non e' il tempo della caccia alle streghe, la politica deve fare squadra e cercare soluzioni". Maria Teresa Rinieri di Forli' cambia concorda: "A ritroso siamo capaci tutti di dare consigli". Per la Zangheri, argomenta, la vocazione sociale e il tipo di pazienti sono stati un boomerang, ma ora "la curva e' sotto controllo", anche se "sicuramente dobbiamo ripensare il modello del sistema in futuro" (fonte: Agenzia Dire)

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