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Coronavirus, via libera alla cassa integrazione in deroga: chi può richiederla

"Si tratta di una misura volta a ridurre gli impatti negativi su lavoratori e imprese in seguito ai provvedimenti nazionali effettuati in risposta all’emergenza epidemiologica da Coronavirus"

Via libera al Patto per il Lavoro sottoscritto il 6 marzo scorso tra Regione, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria per l’utilizzo della cassa integrazione in deroga. A renderlo noto è l’assessore con delega al turismo Andrea Cintorino.

“Si tratta di una misura di rafforzamento dei consueti ammortizzatori sociali, che interessa tutta l’Emilia-Romagna e volta a ridurre gli impatti negativi su lavoratori e imprese in seguito ai provvedimenti nazionali effettuati in risposta all’emergenza epidemiologica da Coronavirus - spiega - Secondo l’accordo, per il quale vengono messi a disposizione in Emilia-Romagna 38 milioni di euro, la cassa in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio e possono accedervi i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative situate in Emilia-Romagna, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte o a cui sia stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze".

Come precisa il portale della Regione Emilia Romagna: tutte le informazioni utili sulle modalità e sull’invio delle domande e sulla relativa modulistica ed evoluzione della normativa, verranno a breve pubblicate sul portale web dell’Agenzia regionale per il lavoro. Ma è già disponibile una mail (arlinfoderoga@regione.emilia-romagna.it) e un numero di telefono (051/5273893) per avere informazioni.

Possono accedere alla Cig in deroga i datori di lavoro privati che:
- occupano da 1 a 5 dipendenti compresi e che non aderiscano ai Fondi di solidarietà bilaterale attivi;
- occupano da 6 a 15 dipendenti compresi e accedono al Fis, solo nel caso in cui non possano beneficiare dell’assegno di solidarietà;
- occupano più di 15 dipendenti e accedono al Fis, solo se hanno già fruito dell’assegno ordinario nei limiti massimi previsti.
Possono accedervi tutti i datori di lavoro privati di ogni settore che non possano fruire degli ammortizzatori ordinari.

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