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Coronavirus nelle donne gravide e neo mamme: "Servizi pre-parto operativi e si può continuare ad allattare"

Anche l'area del nosocomio mercuriale che regala tanti sorrisi ai neo genitori si è quindi adeguata alla situazione in continua evoluzione

Al Padiglione Vallisneri dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, quello riservato all'ostetricia e alla ginecologia, le donne vengono seguite con la massima tranquillità e sicurezza in queste settimane di emergenza coronavirus. Sono sospesi, a seguito delle ordinanze, gli incontri di gruppo per la parto-analgesia, ma resta la consulenza individuale alla partoriente nella stessa seduta. Anche l'area del nosocomio mercuriale che regala tanti sorrisi ai neo genitori si è quindi adeguata alla situazione in continua evoluzione, con sale parto e stanze dedicate alle eventuali pazienti che hanno contratto la malattia. Tuttavia, tiene ad evidenziare Angela Bandini, direttrice dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, "al momento non siamo a conoscenza di donne gravide infette".

Dottoressa Bandini, quali sono le principali precauzioni che deve seguire una donna incinta?
Le paziente gravide devono rispettare e seguire le indicazioni valide per tutta la popolazione principalmente  l' accurata igiene delle mani, evitare contatti ravvicinati uscire di casa solo per necessità.

Se una donna contrae il coronavirus che rischio corre?
Le conoscenze disponibili sono limitate e in costante aggiornamento. La pandemia da Sars-Cov-2 presenta marcate differenze rispetto alle precedenti epidemie da altri coronavirus: le informazioni fino ad ora raccolte mostrano che nelle donne in gravidanza l'evoluzione è generalmente lieve-moderata, similmente a quelle delle donne che non sono gravide; anche per i neonati e i bambini l'evoluzione sembra benigna, anche se un approccio prudenziale è conveniente.

E per il suo bambino che porta in grembo?
A tutt'oggi non sono disponibili evidenze di trasmissione verticale del virus e quindi di trasmissione dalla madre al feto. In caso di infezione da Sars-Cov-2 durante la gravidanza vanno programmati controlli con monitoraggio ogni 4-6 settimane.

E' vero che le donne incinte hanno un sistema immunitario più sviluppato rispetto ad un paziente normale?
Al momento non vi è alcuna evidenzia scientifica.

Ci sono dei sintomi ai quali occorre prestare attenzione durante la gravidanza?
Sono gli stessi sintomi presenti nella popolazione generale, principalmente febbre, tosse, difficoltà respiratoria non altrimenti spiegabile. In caso di presenza di tali sintomi è consigliabile alla gravida di rivolgersi al proprio medico curante.

Come comportarsi per le visite ed i controlli pre-parto?
I controlli di routine durante la gravidanza vanno mantenuti sebbene con frequenza opportuna, considerato al momento attuale l'alta fase di contagiosità. Nella nostra unità operativa è regolarmente attivo l'accesso alla 38esima settimana per la presa in carico ospedaliera della gravidanza.

Arriviamo al parto. Quali sono le procedure che state seguendo in questi giorni?
Anche in questo periodo di emergenza le donne gravide che si rivolgono all'ostetricia dell'ospedale di Forlì vengono trattate con le stesse modalità e in regime di sicurezza. In caso di pazienti gravide infette o fortemente sospette è stato elaborato un percorso a loro dedicato, con sale parto e stanze dedicate. In queste pazienti il timing e le modalità di parto dipendono dalle condizioni cliniche della donna e dell'età gestazionale o dalle condizioni del feto.

Un papa' puo' assistere al parto?
Il padre può restare in sala parto durante il travaglio con la partoriente fino al ritorno in camera. Nei giorni successivi, come da ordinanza, può visitare la mamma e il neonato un solo visitatore al giorno per minuti a orario stabilito nell'arco della giornata. Per pazienti positive al coronavirus non sono ammessi visitatori, neanche durante il travaglio, perché la paziente è in isolamento.

Una mamma positiva puo' allattare?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda la separazione madre-bambino e indica che la madre può continuare ad allattare considerando i benefici dell'allattamento e il ruolo insignificante del latte materno nella trasmissione di altri virus respiratori. I dati fino ad oggi disponibili concordano nell'assenza di trasmissione del coronavirus nel latte purché la madre rispetti l'igiene delle mani prima e dopo la poppata e l'uso della mascherina durante la poppata.

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