Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

La pandemia incide anche sul calo delle nascite: "Nelle coppie incertezza per il futuro e crisi economica"

Nel 2020 sono stati 758 i bambini nati residenti nella città mercuriale con una prevalenza di maschietti (397 contro le 361 femmine)

Niente baby boom dovuto al lockdown: questa rosea previsione è stata totalmente smentita dai fatti. Non regge quindi la teoria popolare che ai tempi del Covid si sarebbe procreato di più in quanto le coppie, chiuse in casa per gli effetti dei lockdown e delle altre limitazioni, avrebbero avuto più tempo per concepire figli. Le nascite infatti dall'inizio della pandemia risultano in calo all'ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì. “Persiste il lento, ma progressivo, calo delle nascite in atto da una decina d'anni a questa parte - commenta Luca Savelli, primario per l'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio forlivese -. Durante il lockdown le coppie non hanno cercato figli. E la situazione di incertezza per il futuro ha limitato il desiderio di avere un bebè. Poi ci sono da considerare anche la crisi economica e lavorativa che ha colpito molte fasce di lavoratori, funzionando così da deterrente purtroppo”.

Nel 2020 sono stati 758 i bambini nati residenti nella città mercuriale con una prevalenza di maschietti (397 contro le 361 femmine). Meno fiocchi rosa o azzurri quindi riconducibili a politiche economiche stagnanti, ma al fatto che si ricerca la prima gravidanza ad un'età della donna avanzata. Fattori ai quali si è aggiunta la paura del futuro dopo la pandemia. In una precedente intervista rilasciata a ForlìToday, Savelli aveva lanciato un messaggio all'insegna dell'ottimismo: “Bisogna guardare con ottimismo al futuro e non aver paura di mettere al mondo un figlio, anche a costo di dover far sacrifici per la carriera e la realizzazione professionale. Un figlio è il migliore investimento sul proprio futuro personale che una coppia possa mettere in pratica. Servono manovre di politica economica tali per cui le coppie giovani non vedano un figlio come un peso, ma come un investimento del futuro”. 

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