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Coronavirus, Fase 3: le partitelle tra gli amici slittano al 25 giugno

Precisa il premier Giuseppe Conte: "Il 25 giugno possono riprendere gli sport di contatto amatoriali se le Regioni ma anche il Ministro dello Sport e il ministro della Salute accerteranno che ricorre la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica"

Si potrà tornare a giocare a pallone con gli amici, ma non subito. Rispetto alla data del 15 giugno indicata nella bozza del nuovo dpcm che era circolata giovedì pomeriggio, il governo ha optato per una scelta più prudente, rinviando così il momento degli "sport di contatto" amatoriale al 25 giugno. Le disposizioni del nuovo Dpcm si applicano in sostituzione di quelle del 17 maggio ed avranno validità fino al 14 luglio. Precisa il premier Giuseppe Conte: "Il 25 giugno possono riprendere gli sport di contatto amatoriali se le Regioni ma anche il Ministro dello Sport e il ministro della Salute accerteranno che ricorre la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica".

Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha confessato di aver "proposto una norma molto prudente che, pur differenziando per Regioni, avrebbe consentito la ripresa degli sport di contatto dalla prossima settimana. Prendo atto che il Consiglio dei ministri ha ritenuto che sia ancora troppo presto". Fino al 30 giugno restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli dell’Unione europea e dei Balcani salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per gli Stati membri dell’Unione Europea; gli Stati parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. A decorrere dal 16 giugno via libera anche gli spostamente da e per l'Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia.

Fino al 14 luglio sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Lo prevede il nuovo dpcm. "E' consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l'ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta inoperosa". "Restano sospese sino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi. Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori" per cinema e concerti "in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi".

"E' consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia". Inoltre "è consentito l'accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici". "Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo possono essere svolte a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi". E poi ancora: "Le attività di centri benessere, centri termali, culturali e sociali sono consentite a condizione che regioni e province autonome abbiano precedentemente accertato la compatibilità con l'andamento della curva epidemiologica".

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