Coronavirus, ecco come è organizzata la caccia al virus: oltre 2500 tamponi in una settimana

Il Dipartimento di Sanità Pubblica, diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini, attraverso il servizio di Igiene Pubblica di Forlì, effettua le inchieste epidemiologiche sui casi sospetti e confermati di Covid-19

La caccia al virus, allo scopo di interrompere la catena di trasmissione della malattia, parte dall'attività di screening dell'Igiene Pubblica. Il Dipartimento di Sanità Pubblica, diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini, attraverso il servizio di Igiene Pubblica di Forlì, effettua le inchieste epidemiologiche sui casi sospetti e confermati di Covid-19. Questa attività coinvolge i medici, gli assistenti sanitari e gli infermieri del Servizio di Igiene Pubblica . Devono sostenere e controllare l’implementazione delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri luoghi pubblici, oltre ad attuare azioni adeguate in contesti e categorie più fragili.  

Solo nella scorsa settimana gli operatori hanno effettuato circa 1100 tamponi a domicilio (case private, case di riposo, aziende e scuole) e più 1500 tamponi al drive-through allestito al Palafiera di Forlì. "Il gruppo di operatori dell'Igiene Pubblica che, a Forlì, si occupano a vario titolo del Covid - spiega il dottor Roberto Bandini, direttore del servizio di Igiene Pubblica di Forlì - è composto da una cinquantina, tra infermieri ed assistenti sanitari, cui vanno aggiunti sei medici e otto tecnici di Igiene Pubblica e degli alimenti. Il numero è variabile, a seconda delle esigenze. Questo personale deve coprire le richieste relative a casi Covid di tutto il comprensorio forlivese e dei suoi 15 Comuni". 

 "Gli operatori dedicati al Covid - spiega Bandini - vengono impiegati, ogni giorno in alcune mansioni fondamentali: tamponi, interviste, sorveglianza attiva, risposta telefonica e risposta al numero verde regionale. I tamponi impegnano circa venti infermieri, dalle 8,30 alle 18,30, mentre le interviste occupano otto assistenti (numero variabile) . Per quanto riguarda la sorveglianza attiva delle persone in quarantena, i nostri operatori contattano i soggetti non positivi una volta al giorno per monitorane lo stato. I soggetti positivi, invece, sintomatici o asintomatici, sono a carico del medico di famiglia. I nostri operatori forniscono anche un servizio di informazione telefonica sul Covid agli utenti, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, garantendo anche il secondo livello di risposta telefonica al numero verde regionale Covid-19".

L'organizzazione

In sintesi, i Servizi di Igiene Pubblica sono impegnati in un’attività di rintraccio dei contatti stretti dei casi, per i quali devono essere emanati dei provvedimenti di quarantena obbligatoria. Quando si ha notizia di un caso positivo o sospetto viene fatta un’approfondita intervista telefonica attraverso la quale , nello stesso tempo, al soggetto positivo vengono illustrate le precauzioni da attuare nella fase di isolamento a domicilio per evitare di contagiare le altre persone che vivono nella stessa abitazione. Queste indicazioni vengono poi inviate a casa in forma scritta insieme alla disposizione di isolamento. Qualora le condizioni strutturali evidenzino l’impossibilità di svolgere il periodo di isolamento in maniera congrua, la persona positiva viene avviata in un'apposita struttura fuori dal suo domicilio.

Le persone identificate come contatti stretti di un caso, vengono a loro volta intervistate, poste in isolamento per 14 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo e nei loro confronti si applica una sorveglianza sanitaria attiva: un operatore sanitario quotidianamente chiama la persona in quarantena per verificarne lo stato di salute e registrare i valori di temperatura rilevati al mattino e alla sera. Se in questo periodo la persona in isolamento sviluppa dei sintomi il servizio Igiene Pubblica programma ed effettua un tampone nasofaringeo per la diagnosi di Covid 19.

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